Riforma del copyright, via libera europeo Più tutela per gli autori. Ecco cosa cambia

Riforma del copyright, via libera europeo
Più tutela per gli autori. Ecco cosa cambia

Più tutela per gli autori. La riforma europea sul copyright passa il traguardo al Parlamento europeo che l’approva con una maggioranza corposa di 348 a favore 274 no e 36 astenuti su 658 deputati presenti.

Un esito che non era affatto scontato secondo i pronostici della vigilia. Le nuove norme Ue, basate sull’accordo di compromesso raggiunto con il Consiglio Ue lo scorso febbraio, consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare un equo compenso con i giganti del web.

La riforma del copyright che è stata adottata martedì 26 marzo dal Parlamento europeo sarà applicata in tutti i Paesi Ue verso metà 2021. Deve infatti ora ricevere l’ok formale da parte degli stati membri e poi, una volta pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Ue, entrerà in vigore.

Da quel momento gli stati membri avranno due anni per trasporla nella legislazione nazionale. Ecco le principali novità introdotte dalla direttiva sul diritto d’autore online.

DIRITTI EDITORI E GIORNALISTI. Viene data la possibilità (non l’obbligo) agli editori di stampa di negoziare accordi con le piattaforme per farsi pagare l’utilizzo dei loro contenuti. Gli introiti dovranno essere condivisi con i giornalisti.

LINK GRATIS. Gli snippet brevi - le parole che presentano un articolo - non sono protetti, quindi le notizie continueranno ad apparire come prima sui newsfeed di Google o sulle bacheche Facebook. I link restano liberi e gratuiti.

DIRITTI ARTISTI. Viene riconosciuto il diritto a colmare il divario tra i ricavi che le grandi piattaforme commerciali fanno diffondendo contenuti protetti da copyright e la remunerazione offerta a musicisti, artisti o detentori dei diritti.

NO FILTRI MA RESPONSABILITA’ PIATTAFORME. Gli utenti non rischiano più sanzioni per aver caricato online materiale protetto da copyright non autorizzato ma la responsabilità sarà delle grandi piattaforme come YouTube o Facebook. Non ci sono filtri ex-ante ma l’obbligo per le piattaforme di fare il “massimo sforzo» per non rendere disponibili i contenuti per cui non hanno i diritti. Obbligatori anche meccanismi rapidi di reclamo, gestiti da persone e non da algoritmi, per presentare ricorso contro un’ingiusta eliminazione di un contenuto.

WIKIPEDIA LIBERA. Enciclopedie online che non hanno fini commerciali come Wikipedia, piattaforme per la condivisione di software open source, come GitHub, e cloud sono esentati dalle nuove regole sul copyright.

SALVI MEME E GIF. Rafforzata la libertà di condividere meme e gif, così come le parodie, la caricature, i pastiche, le citazioni, le critiche, le recensioni. Questi infatti non solo restano liberi di circolare online, ma diventa un obbligo (prima era solo opzionale) per tutti i Paesi Ue garantire tale libertà.

* MENO OBBLIGHI PER PMI. Piccole e medie imprese e start up sono esentate da alcuni obblighi o hanno obblighi ridotti.

* ALTRE ECCEZIONI. Sono fuori anche musei, biblioteche e il patrimonio culturale, i materiali didattici e il text e data mining a scopo scientifico più altre particolari eccezioni


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