Santa Caterina, c’è la cena in strada Sabato i tradizionali fuochi d’artificio

Santa Caterina, c’è la cena in strada
Sabato i tradizionali fuochi d’artificio

Venerdì sera 16 agosto, nell’ambito delle feste dell’Apparizione, si rinnova la cena all’aperto in via Santa Caterina (in caso di pioggia si terrà nella palestra in viale Santuario 4), giunta con crescente successo alla 16ª edizione. Alle 19,30 aperitivo e alle 20 cena (prenotazioni dagli incaricati del Comitato festeggiamenti, oppure al 338 2610114).

L’introduzione di questo momento di convivialità affonda le radici nella presenza nel borgo, fino a non troppi decenni fa, di tante osterie, tutte con una caratteristica particolare. In alcune, all’esterno si potevano parcheggiare carri, cavalli, asini e muli. Il menu prevedeva la bösèca (la trippa), casoncelli, carne salata, pollame, salumi e vino abbondante. C’era l’osteria della Scua (della scopa), famosa per i casoncelli, dove si davano appuntamento i venditori di cavalli che si diceva provenissero dalla Jugoslavia. L’osteria dell’Angelo era scelta dai corrieri di merci della Valle Seriana. C’erano poi le osterie del Carbone e del Gamberù, dove si serviva anche il vino del Sud Italia in terrine a misura fissa. Per l’alta gradazione era raccomandato dai medici ai malati e alle partorienti, perché dava carica energetica. L’osteria del Giardinetto era la più vasta, dove si serviva il vino rosso del Garda. Poi l’osteria della Giraffa e quella della Mamma grande, la più antica di tutte e dotata di uno stallo grandioso. C’era poi l’osteria del Trentì, che derivava il nome dai trenta centesimi che un tempo occorrevano per pagare una terrina di vino pugliese, molto forte. I bergamaschi non eravamo abituati a berlo e le sbornie erano frequenti. Perciò l’oste aveva predisposto un servizio particolare: caricava su una carriola i clienti ubriachi che abitavano nelle vicinanze e li faceva portare nelle loro case.

Nei giorni dell’Apparizione, queste osterie erano frequentatissime. Infatti, in epoche di povertà, le feste religiose permettevano di fare uno strappo all’alimentazione frugale dell’intero anno. Da decenni, questo microcosmo si è dissolto. Tranne una, riconvertita in ristorante, tutte sono state riconvertite in case o abbattute per costruire condomini.

Le iniziative dell’Apparizione proseguono sabato 17 agosto: alle 17 pellegrinaggio diocesano dei malati. Sabato alle 18,30 Messa della vigilia presieduta dal vicario generale monsignor Davide Pelucchi. Alle 20.30 allo stadio «Aspettando i fuochi» e alle 21 spettacolo pirotecnico. Domenica, festa dell’Apparizione: alle 17,30 Messa solenne presieduta dal vescovo Francesco Beschi, alle 20 Vespri e processione.


© RIPRODUZIONE RISERVATA