Sardine, in 1.500 sul Sentierone «Qui contro l’odio e il razzismo»
La manifestazione delle Sardine bergamasche (Foto by Bedolis)

Sardine, in 1.500 sul Sentierone
«Qui contro l’odio e il razzismo»

Il debutto del movimento a Bergamo. Sul furgoncino-palco Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo: «Tutti insieme contro la violenza e l’ingiustizia».

Ilaria Cucchi e Fabio Anselmo sono gli ospiti a sorpresa della prima manifestazione delle «Sardine» in città. Salgono sul furgoncino-palco verso le 21. Emozionati, accolti da applausi e cori, incitano a continuare così. Il Sentierone, nel tratto da viale Roma a largo Belotti, sventola sciarpe, libri, pesci di ogni forma e colore, ma nessun simbolo di partito come chiesto dagli organizzatori. L’unica sigla è quella dell’Anpi, col presidente provinciale Mauro Magistrati che parla di «piazza antifascista e antirazzista: non c’è spazio per l’odio nelle nostre città». La Costituzione fa da faro.

L’appuntamento alle 19,30 (l’ora di cena dei bergamaschi), nella serata gelata del 13 dicembre, fa sì che i numeri non siano quelli strabilianti del resto d’Italia (a Brescia nei giorni scorsi si erano registrate 5 mila presenze) e del gruppo Facebook (12 mila le adesioni, di cui 800 ancora in sospeso in attesa di «approvazione»). Le forze dell’ordine contano mille persone, 1.500 per i promotori. Comunque soddisfatti considerando che il tutto è stato messo insieme in modo «casalingo» dai cugini Luca e Stefano Crippa con la fidanzata di quest’ultimo Diletta Speroni, a cui si è aggiunta via via un’altra decina di ragazzi «operativi» che ha iniziato a riunirsi al Polaresco. «Non siamo nati sulla spinta di qualcuno e non abbiamo avuto bisogno di autorizzazioni calate dall’alto da altri – spiega Stefano, 25 anni, operaio-magazziniere, prossimo a iscriversi all’Università –: è stato un moto spontaneo, perché pensavamo fosse giusto, e basta». Dopo la manifestazione di oggi a Roma, si vedrà come strutturarsi, in costante contatto con Bologna (dove il movimento è nato).

Intanto la conquista è aver portato in strada «così tanta gente». Di ogni età e provenienza sociale, orfani di un’appartenenza partitica, anche se la maggior parte si dichiara di area centrosinistra. Qualcuno intona «Bella Ciao» e «Bergamo non si lega», ma i riferimenti espliciti a Matteo Salvini sono rari anche sui cartelli.


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