Spesa farmaceutica nella Bergamasca Nel 2018 spesi in medicinali 330 milioni

Spesa farmaceutica nella Bergamasca
Nel 2018 spesi in medicinali 330 milioni

Si tratta di farmaci distribuiti tra farmacie e ospedali. Marco Gambera: «Da un lato serve fare attenzione all’uso inappropriato, dall’altro è necessario assumere il farmaco corretto e per tutto il tempo necessario».

Ben 330 milioni di euro spesi in farmaci. È questo il conto della spesa farmaceutica in provincia di Bergamo nel 2018. Di questi, circa 200 milioni sono stati erogati in farmacia, mentre è stato di circa 130 milioni il costo dei medicinali somministrati o distribuiti direttamente dagli ospedali a pazienti non ricoverati. Sono esclusi dal conto i medicinali destinati a pazienti ricoverati in strutture sanitarie. A riferirlo è il Servizio Farmaceutico Territoriale di Ats di Bergamo che in questi giorni ha diffuso i dati relativi allo scorso anno.

Sono tanti o pochi 330 milioni di euro spesi in farmaci in un anno nel nostro territorio? «In realtà la domanda corretta è se li abbiamo spesi bene – puntualizza il dottor Marco Gambera, Direttore del Servizio Farmaceutico Territoriale – ed eventualmente: come avremmo potuto utilizzarli meglio?». Il farmaco è uno strumento indispensabile a preservare e ripristinare la salute, ma c’è anche il rovescio della medaglia: «L’uso inappropriato ed eccessivo impatta negativamente sulla salute e sulla sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale – prosegue Gambera –. Utilizzare antibiotici quando non servono, come per le infezioni virali, non fa bene a chi assume il farmaco e alla collettività per lo spreco di risorse economiche che potrebbero essere meglio utilizzate. Senza dimenticare l’antibioticoresistenza, ossia il meccanismo con cui i germi imparano a resistere agli antibiotici che così non funzionano più».

Un altro grosso problema sono la non aderenza, ossia lo scostamento tra il comportamento di un paziente e le raccomandazioni associate a uno specifico percorso di cura, e la mancata persistenza, ovvero il non mantenimento nel tempo di una terapia farmacologica. «Anche i costi della mancata aderenza terapeutica sono esorbitanti (19 miliardi di euro l’anno solo in Italia), ma soprattutto drammatici in termini di vite umane – rileva Gambera . Un farmaco può essere il più efficace possibile, ma se non è assunto correttamente e continuativamente non può funzionare come dovrebbe».

Quali sono i farmaci più venduti in provincia di Bergamo? «Per i farmaci distribuiti tramite le farmacie aperte al pubblico abbiamo nell’ordine il colocalciferolo, la vitamina D3, indicata per la prevenzione e il trattamento della carenza di vitamina D, la enoxaparina, un antitrombotico, e due inibitori di pompa protonica per malattie correlate all’acidità come ulcera peptica e reflusso gastroesofageo: il pantoprazolo e l’esomeprazolo», specifica Gambera. Al quinto posto c’è l’atorvastatina, appartenente alla classe di medicinali denominati statine, che regolano i livelli di lipidi (grassi), utilizzata per ridurre i livelli di lipidi nel sangue (colesterolo e trigliceridi i più noti).


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