Targhe estere, giro di vite a Bergamo Una (maxi) multa al giorno

Targhe estere, giro di vite a Bergamo
Una (maxi) multa al giorno

Dal 4 dicembre in vigore la «stretta» del Decreto sicurezza. Già 28 le sanzioni da 712 euro della sola Stradale a cittadini e aziende.

Le più diffuse nella Bergamasca sono le auto con targhe romene e tedesche. E dal 4 dicembre scorso al loro volante non può esserci un cittadino italiano, ma solo stranieri o comunque persone non residenti nel nostro Paese da più di 60 giorni. Pena una sanzione di ben 712 euro. È quanto infatti prevede il Decreto sicurezza del governo in merito all’inasprimento del Codice della strada.

E che ha già avuto conseguenze anche a Bergamo e provincia. La sola polizia stradale ha sanzionato 28 automobilisti che guidavano una vettura con targa (e quindi immatricolazione) all’estero: a questi si aggiungono alcune sanzioni comminate anche da carabinieri, polizie locali e Finanza. Il risultato è che in media, dal 4 dicembre a ieri, è stata comminata una sanzione al giorno per la violazione dell’articolo 93 del Codice della strada. In precedenza c’era chi, benché italiano, utilizzava automobili immatricolate all’estero e con targa estera, per risparmiare sull’assicurazione o evitare, in qualche modo, alcune multe. Ora non più.

Le uniche eccezioni riguardano, per il momento, le auto con la targa della Repubblica di San Marino, dello Stato della Città del Vaticano e dei residenti a Campione d’Italia, enclave italiana in territorio svizzero (dove molti residenti hanno vetture con targa svizzera). Oltre a questi casi, che vengono tollerati per una sorta di «rapporto di buon vicinato» – spiega una circolare ministeriale – per tutti gli altri scattano le pesanti conseguenze, non solo economiche.

Così, se nei giorni scorsi un console di San Marino fermato dalla Stradale in città non ha ricevuto alcuna sanzione, peggio è andata a un marocchino al volante di una vettura con targa tedesca. Residente in Italia, lo straniero ha cercato di giustificarsi, dicendo di vivere in realtà in Germania, dove fa andare a scuola i figli, ma di aver mantenuto la cittadinanza in Italia, dove con la famiglia viene tutti gli anni per le ferie. Niente da fare, comunque: la sua residenza risultava nel nostro Paese e, quindi, è stato multato.


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