Test di riapertura dei mercati a Bergamo Critiche alla Regione dagli ambulanti

Test di riapertura dei mercati a Bergamo
Critiche alla Regione dagli ambulanti

Continua fino al 17 maggio il test su tutti i mercati rionali cittadini.

Prosegue il test di riapertura dei mercati in città. Un test che varrà per la prossima settimana (ma potrà essere prorogato, in accordo con le disposizioni attese da Regione Lombardia), quando riapriranno i soli banchi alimentari di tutti i mercati cittadini e rionali:

1. piazzale Goisis - che si svolge di sabato

2. piazzale Degli Alpini - che si svolge di lunedì

3. via Spino - che si svolge di lunedì

4. Valtesse - che si svolge di mercoledì

5. Codussi - che si svolge di giovedì

6. Longuelo - che si svolge di giovedì

7. Piazzale della Scienza - che si svolge di giovedì

8. Villaggio degli Sposi - che si svolge di giovedì

9. Piazza Mascheroni - che si svolge di venerdì

10. Via Pasteur - che si svolge di venerdì

purché siano osservate e fatte osservare le seguenti misure di prevenzione igienico-sanitaria e di sicurezza, a cura dei comuni competenti per territorio:

· definizione preventiva da parte dell’amministrazione comunale, per ogni mercato aperto, dell’area interessata, dell’assegnazione temporanea dei posteggi e della capienza massima di persone contemporaneamente presenti all’interno dell’area stessa, comunque non superiore al doppio del numero dei posteggi;

· individuazione da parte del Comune di un “Covid Manager” per coordinare sul posto il personale addetto, con l’eventuale supporto di volontari di protezione civile, ai fini dell’assistenza a clienti ed operatori del mercato e dell’attuazione delle misure di cui alla presente Ordinanza nonché delle ulteriori misure di prevenzione e sicurezza emanate dai Comuni;

· limitazione del perimetro esterno dell’area di mercato con transenne, nastro bicolore o altri strumenti idonei in modo che vi sia un unico varco di accesso separato da quello di uscita dall’area stessa;

· accesso all’area di mercato, al fine di limitare al massimo la concentrazione di persone, consentito ad un solo componente per nucleo familiare, fatta eccezione per la necessità di recare con sé minori di anni 14, disabili o anziani;

· rispetto, sia all’interno dell’area di mercato sia per i clienti in attesa di accesso all’area, del distanziamento interpersonale di almeno un metro e del divieto di assembramenti;

· obbligo di utilizzo da parte degli operatori commerciali di mercato di mascherina a copertura di naso e bocca nonché di guanti;

· distanziamento di almeno due metri e mezzo tra le attrezzature di vendita dei singoli operatori di mercato;

· presenza di non più di due operatori per ogni posteggio.

Da Confesercenti, tuttavia, arrivano critiche alle regole imposte a livello regionale per l’attuazione dei mercati, che vengono giudicate insostenibili. Ecco la dichiarazione di Anva.

«Dopo mesi di chiusura forzosa anche per il comparto alimentare, mercati e fiere del commercio su area pubblica stanno finalmente tornando sulle strade lombarde, ma le regole sono insostenibili: così si “uccidono” le nostre imprese». Giulio Zambelli, presidente Anva Bergamo, commenta così la situazione che ha portato l’organizzazione ad appellarsi nuovamente all’Assessore regionale Alessandro Mattinzoli.

Con una lettera aperta al “dicastero” lombardo per lo Sviluppo economico, ANVA-Lombardia ha infatti ribadito l’urgenza di un confronto per rivedere le norme regionali che disciplinano la “fase 2” con regole oltremodo gravose per le bancarelle lombarde, non solo rispetto a quelle previste per i colleghi nel resto d’Italia, ma anche in raffronto a quanto richiesto alla grande distribuzione dalla stessa Regione.

«Transennamenti dell’intera area mercatale, contingentamento della clientela con non più di due persone per banco, “Covid-manager” e altro personale per cui non si chiariscono adeguatamente competenze e responsabilità, per non parlare dei costi - continua Zambelli - Così facendo la Regione rende oltremodo gravosa la ripresa dell’attività da parte dei commercianti su area pubblica, peraltro inducendo le amministrazioni locali – anche quando ben disposte – a tardare le riaperture, senza neppure scongiurare che i costi connessi possano gravare sugli ambulanti in difficoltà, così come è purtroppo già avvenuto con la “covid-tax” con cui il Comune di Milano ha sostanzialmente preteso che gli ambulanti si auto-tassassero per sostenere le spese di sorveglianza ritenute necessaria in base alle norme regionali».

Per Anva «fiere e mercati possono svolgersi in massima sicurezza garantendo – oltre che l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale da parte di operatori e clienti – il fondamentale distanziamento interpersonale che è possibile assicurare prevedendo semplici accorgimenti attorno ai singoli banchi. Non serve recintare vie e piazze di fiere e mercati presidiandole con guardie armate: perché i nostri clienti non sono meno civilizzati di quelli che vanno al supermercato e sanno stare in fila».

«Sappiamo - conclude Zambelli - che nei mesi scorsi le regole per le attività economiche sono state più che mai subordinate alle preminenti ragioni di sanità pubblica e che l’Assessore Mattinzoli ha dovuto sfidare personalmente il virus. Superata la fase più acuta dell’emergenza sanitaria, dobbiamo però intervenire immediatamente per scongiurare una tragedia economica altrimenti inevitabile per tutto il commercio ambulante lombardo».


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