Un preside lancia la petizione online «Stop compiti a casa» - Sei d’accordo?

Un preside lancia la petizione online
«Stop compiti a casa» - Sei d’accordo?

Boom di firme per la petizione lanciata su Change.org dal preside genovese Maurizio Parodi, che propone l’abolizione dei compiti a casa nella scuola dell’obbligo. «Sono inutili, dannosi e stressanti». Dite la vostra nel sondaggio e nei commenti.

Maurizio Parodi, dirigente scolastico, formatore e autore di libri sul mondo della scuola, ha fondato il gruppo Facebook «Basta compiti» e un sito web dedicato all’argomento. Su Change.org ha lanciato anche una petizione che attualmente sfiora le 7 mila adesioni. La sottoscrizione online chiede di abolire i compiti nella scuola dell’obbligo perché «sono inutili – si legge nel testo della petizione –: le nozioni ingurgitate attraverso lo studio domestico per essere rigettate a comando (interrogazioni, verifiche...) hanno durata brevissima: non “insegnano”, non lasciano il “segno”; dopo pochi mesi restano solo labili tracce della faticosa applicazione».

E ancora: «Sono dannosi: procurano disagi, sofferenze soprattutto agli studenti già in difficoltà, suscitando odio per la scuola e repulsione per la cultura, oltre alla certezza, per molti studenti “diversamente dotati”, della propria «naturale» inabilità allo studio; sono discriminanti: avvantaggiano gli studenti avvantaggiati, quelli che hanno genitori premurosi e istruiti, e penalizzano chi vive in ambienti deprivati, aggravando, anziché “compensare”, l’ingiustizia già sofferta».

I compiti «sono prevaricanti – si legge sempre nella petizione –: ledono il “diritto al riposo e allo svago” (sancito dall’Articolo 24 della dichiarazione dei diritti dell’uomo) riconosciuto a tutti i lavoratori - e quello scolastico è un lavoro oneroso e spesso alienante: si danno anche nelle classi a tempo pieno, dopo 8 ore di scuola, persino nei week end e “per le vacanze”; sono impropri: costringono i genitori a sostituire i docenti; senza averne le competenze professionali, nel compito più importante, quello di insegnare a imparare (spesso devono sostituire anche i figli, facendo loro i compiti a casa); sono limitanti: lo svolgimento di fondamentali attività formative (che la scuola non offre: musica, sport...), oltre gli orari delle lezioni, che richiedono tempo, energie, impegno, esercizio, sono limitate o impedite dai compiti a casa; sono stressanti: molta parte dei conflitti, dei litigi (le urla, i pianti, le punizioni...) che avvengono tra genitori e figli riguardano lo svolgimento, meglio il tardivo o il mancato svolgimento dei compiti; quando sarebbe invece essenziale disporre di tempo libero da trascorrere insieme, serenamente»;

Sono anche «malsani», secondo gli autori della petizione: «Portare ogni giorno zaini pesantissimi, colmi di quadernoni e libri di testo – si legge – è nocivo per la salute, per l’integrità fisica soprattutto dei più piccoli, come dimostrato da numerose ricerche mediche. Dalla Carta internazionale dei diritti dell’infanzia, art 31: “Gli Stati membri riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età…”».


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