Un raggio di luce illumina Serina Sono nati i gemellini Davide e Diego

Un raggio di luce illumina Serina
Sono nati i gemellini Davide e Diego

Due luci nel buio di Serina. I gemellini Davide e Diego Testa sono nati la scorsa settimana al Papa Giovanni di Bergamo. Venuti al mondo nel periodo più duro per quel borgo di duemila anime e poco più, che negli ultimi 17 giorni ha dovuto piangere 16 morti.

I fratellini, nati da mamma Veronica, operaia di 36 anni, e papà Marco, operatore socio sanitario di 38, sono diventati a loro insaputa un simbolo di rinascita per Serina e la Val Brembana.

Due gocce di ottimismo per un paese che, ora come non mai, ha sete di speranza. «Io e mio marito ne siamo consapevoli – dice Veronica -. Per la nostra piccola comunità l’arrivo di due bimbi, in questo periodo così duro, è uno spiraglio di luce. Partorire con un taglio cesareo in questo momento non è stato semplice, ci sono state ansie e timori che tre anni fa, quando ho dato alla luce la nostra primogenita Matilde, di certo non avevo».

Davide e Diego sono venuti al mondo nel cuore dell’emergenza, nell’epicentro della crisi: ignari di tutto, hanno aperto gli occhi per la prima volta proprio in quell’ospedale che da giorni è diventato l’avamposto della guerra al coronavirus. Mentre le telecamere di tutta Italia accendevano i riflettori su quel presidio diventato simbolo della lotta a un virus ostile e ostinato, i gemelli hanno regalato lacrime di felicità.

«Medici, ostetriche, infermiere mi hanno assistito senza mai togliersi la mascherina, bardati con tutti i dispositivi di sicurezza. E mi sono sentita al sicuro. Certo, mio marito non ha potuto prendere in braccio i bimbi fino a quando non siamo stati dimessi, non ha mai messo piede in reparto. Ma in ospedale mi sono sentita davvero protetta. Devo tutto al personale di ostetricia patologica: il ginecologo che mi ha seguita, Antonio Alberto De Micheroux, è riuscito a sopportare tutte le mie ansie con una pazienza infinita, nonostante il momento di grande difficoltà».

Una protezione che Veronica ha percepito fino a quando è rimasta al Papa Giovanni: una volta tornata casa con i bambini, i timori legati al contagio si sono riaffacciati, prepotenti, nella vita di una neomamma. «Non usciamo. Siamo a casa ed evitiamo qualsiasi contatto con l’esterno. Purtroppo, appena rientrati, mio marito ha iniziato ad ammalarsi, con febbriciattola e mal di gola. Lo abbiamo isolato, e se n’è stato chiuso in una cameretta: gli portavo da mangiare con guanti e mascherina, i bambini li vedeva sul cellulare in fotografie che scattavo dalla sala e ad aiutarmi con i miei tre figli ci ha pensato mio padre che abita al piano di sotto. Veniva su a cullare il neonato che piangeva, mentre io mi occupavo dell’altro gemello. Per fortuna ora Marco sta meglio, abbiamo capito che era solo un’influenza e si prenderà qualche settimana di ferie dal lavoro».

L’arrivo di due gemellini in un borgo di duemila anime non è notizia di tutti i giorni. S’aggiunga pure che nel 2019 Serina ha registrato il record negativo di nascite. Si capisce l’entusiasmo del sindaco Giorgio Cavagna. «Finalmente una bella notizia in questo periodo di angoscia – dice il primo cittadino -. Fino a due anni fa potevamo contare su una ventina di nuovi nati all’anno, mentre nel 2019 all’anagrafe sono stati iscritti solo nove bambini: per la prima volta siamo scesi sotto la doppia cifra, un triste primato. Nel 2020, con i gemellini Davide e Diego, siamo già a quattro: speriamo che la curva continui a salire».

Già, la curva: un grafico che non risolleva solo le statistiche demografiche ma anche l’umore di una piccola comunità affranta dalle cronache degli ultimi giorni. «Giorni di dolore ma anche di grande solidarietà – dice il sindaco -. Nel nostro paese nessuno viene lasciato da solo e c’è un’intera squadra di volontari a disposizione della comunità». Quella comunità in cui, adesso, ci sono anche Davide e Diego: la vita non si ferma, nemmeno ai tempi del coronavirus.


© RIPRODUZIONE RISERVATA