«Vendo droga per pagare le mie dosi» Resta in carcere l’ultrà atalantino

«Vendo droga per pagare le mie dosi»
Resta in carcere l’ultrà atalantino

Arresto convalidato, confermata la custodia in carcere per il 46enne sorpreso dagli uomini della squadra Mobile della questura mentre cedeva una dose di cocaina a un quarantanovenne.

«Vendo delle dosi per pagare quanto consumo io» ha ammesso in tribunale l’uomo, ultrà della Curva Nord atalantina, già condannato in primo grado a un anno e due mesi per l’assalto alla Bèrghem Fest di Alzano del 25 agosto 2010 e già arrestato una prima volta – sempre per droga – nel dicembre 2011.

Stando alla ricostruzione fornita dalla questura nel corso di una conferenza stampa, giovedì verso le 13 gli agenti si trovavano nel quartiere Monterosso per un servizio di controllo del territorio, quando hanno notato una persona china verso il finestrino di una Renault in sosta lungo via Tremana. Pensando che si trattasse di un tentativo di furto sul veicolo, i poliziotti si sono fermati e, dopo aver assistito in diretta alla cessione della dose, hanno deciso di intervenire.

L’acquirente, che si trovava al posto di guida, ha confermato l’acquisto appena effettuato di due dosi cocaina dall’ultrà e ha confessato agli agenti di comprare abitualmente da lui la sostanza da circa due anni, due volte al mese, 50 euro a frazione.

«L’arresto dell’ultrà è stato un caso fortuito – ha commentato il dirigente della Mobile, Giorgio Grasso – perchè le due pattuglie stavano compiendo controlli per la prevenzione dei furti. Visti i precedenti della persona, gli agenti hanno deciso poi di procedere anche alla perquisizione domiciliare».

All’interno dell’abitazione, a pochi passi dal luogo dello spaccio, gli uomini della questura hanno trovato quattro bilancini di precisione, un coltello a serramanico, vario materiale per il confezionamento, una macchinetta per il sottovuoto e altre 3 palline di cocaina. Inoltre è stata trovata una serie di appunti: gli inquirenti sospettano che si tratti di nomi e somme da ricevere da altri possibili acquirenti.

«Ma il riferimento alla sua appartenenza alla Curva è fuori contesto – avverte l’avvocato Pezzotta – l’episodio per cui è stato arrestato non c’entra proprio nulla con il tifo organizzato, estraneo alle contestazioni. È come parlare di un qualunque arrestato sottolineando che in tasca ha la tessera dell’Aci o di un’altra associazione: una qualità del tutto slegata dai fatti contestati». Anche l’acquirente della sostanza non è risultato legato all’ambiente tifoseria.


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