Verso Astrazeneca per gli over 60, ma resta il nodo del richiamo

Verso Astrazeneca per gli over 60, ma resta il nodo del richiamo

Il vaccino Astrazeneca «raccomandato agli over 60». È questo il parere su cui - a quanto si apprende - ci sarebbe in queste ore una convergenza, che chiuderebbe così la questione della somministrazione del vaccino anglo-svedese ai giovani.

L’atteso parere del Comitato tecnico scientifico (Cts) sull’utilizzo del vaccino anti-Covid di AstraZeneca (AZ) per i giovani dai 18 anni in su considererà le indicazioni in merito già date dal ministero della Salute e dall’Agenzia italiana del farmaco Aifa, ovvero che per questo immunizzante si raccomanda un uso preferenziale per i soggetti over-60.

Nella serata di giovedì 10 giugno ci sarebbe appunto una convergenza per «raccomandare» a questa categoria il vaccino anglosvedese. Una decisione che riapre il dibattito sulla possibilità di somministrare una dose diversa (cosiddetta «eterologa») agli under 60 che hanno ricevuto la prima con Astrazeneca e sulla valutazione dei tempi del richiamo. Gli esperti stanno ora facendo una sintesi dei loro pareri che - a quanto si è appreso - andrebbe verso una riorganizzazione complessiva della campagna vaccinale, quindi anche della somministrazione delle diverse tipologie di vaccino a seconda delle età, alla luce del mutato quadro epidemiologico. Ma le decisioni da adottare spetteranno comunque esclusivamente alla politica.

Ad anticipare la linea è lo stesso ministro della Salute Roberto Speranza, ma nel frattempo è «caos»nelle Regioni, che stanno procedendo in ordine sparso, mentre vari esperti indicano di completare comunque il ciclo vaccinale con AstraZeneca se si è già avuta una prima dose.

La questione si è posta a seguito degli open day organizzati da varie Regioni proprio con il vaccino AZ ed aperti anche ai giovani a partire dai 18 anni, e dopo che due casi di trombosi rare si sono verificati nelle ultime settimane in giovani donne.

A questo proposito, rispondendo al question time al Senato, Speranza ha sottolineato che lo scorso 7 aprile il ministero, con una circolare, «ha già raccomandato l’uso preferenziale del vaccino AZ agli over-60 e Aifa ha ribadito che il profilo beneficio-rischio è più favorevole all’aumento dell’età». Queste valutazioni, ha anticipato, «saranno sicuramente considerate nel prossimo parere del Cts». Tutti i vaccini sono però «sicuri ed efficaci», ha precisato il ministro.

In attesa della nuova pronuncia del Cts, alcune Regioni hanno già proceduto nelle scorse settimane alla somministrazione del vaccino AZ agli under-60 (ad esempio Toscana, Lazio, Calabria, Sicilia, Abruzzo). La prima dose di AZ è stata somministrata agli over-18 in alcune Regioni anche organizzando open day (ad esempio Liguria, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia), mentre altre (come il Veneto) non hanno avviato alcun open day. Ad oggi, un previsto open day è stato revocato a Napoli e la Sicilia ha sospeso il vaccino anglo-svedese in via cautelativa sotto i 60 anni. Resta invece confermata la open week fino a domenica prossima - sempre con il vaccino AZ - organizzata nel Lazio. Il problema si lega alla questione dello smaltimento delle dosi AZ, tuttavia varie Regioni hanno deciso di attenersi all’indicazione di Aifa e ministero. «Noi - ha affermato ad esempio l’assessore alla salute dell’Emilia-Romagna, Raffaele Donini - somministriamo preferibilmente ai 60enni, poi se dobbiamo tenere delle dosi in frigo senza utilizzarle ci poniamo il tema di come utilizzarle, sempre nel rispetto delle prescrizioni Aifa». Sulla stessa linea il Piemonte. Altro tema è quello delle vaccinazioni ai turisti, ipotesi alla quale aprono Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Valle d’Aosta, a patto che vi siano abbastanza dosi.


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