Contro-macumba di Calderoli
«Ora sono fratello della Kyenge»

«Ora le cose vanno bene, devono avermi adottato. Sono diventato il 37° fratello della Kyenge». Chi poteva dire queste parole se non Roberto Calderoli?

«Nei prossimi mesi continuerò ad andare nelle Regioni del Centro e del Sud: la Lega rimarrà sempre Lega Nord, non cambierà; ma faremo qualcosa di diverso dove ancora non esistiamo. È un’occasione storica da cogliere». Il progetto di allargamento della Lega oltre il Nord è stato ribadito dal segretario Matteo Salvini intervenuto in diretta telefonica domenica alla Festa del movimento giovani padani bergamaschi a Spirano. «Dobbiamo tenere i piedi ben saldi per terra – ha proseguito Salvini –: ci dicono che stiamo “volando” e noi dobbiamo concretizzare questo volare. Il 13 dicembre presenteremo la nostra proposta fiscale e su questo Berlusconi ci sta inseguendo. Per salvare l’economia del Nord dobbiamo vincere e non perdere tempo nelle sezioni a litigare; dobbiamo essere propositivi. C’è spazio per tutti: dobbiamo coinvolgere energie nuove».

Durante la serata è intervenuto anche il senatore Roberto Calderoli che ha, tra l’altro, ripercorso alcune sue dolorose vicende personali e di salute vissute negli ultimi mesi e ricordato i casi, secondo il suo racconto, di «macumba» e «contro-macumba» che gli avrebbe fatto in Congo il papà dell’ex ministro Cécilie Kyenge: «Ora le cose vanno bene, devono avermi adottato. Sono diventato il 37° fratello della Kyenge», è la sua nuova versione. Calderoli, affrontando l’attualità politica, ha, poi, ricordato il referendum per l’abolizione della legge Fornero promosso dalla Lega: «Ringrazio la Camusso – ha affermato – che ha dichiarato il sostegno al nostro referendum. Ma dove erano i sindacati quando veniva approvata quella legge?».

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