Stagione rovesciata da una prodezza

Stagione rovesciata
da una prodezza

Premiata ditta «Prodezze & Distrazioni». Ecco cos’è stata l’Atalanta di questa stagione, capace di raggiungere la più che virtuale salvezza con una prestazione che ha offerto tutte le specialità della casa. E cioè, dopo essersi complicata la vita con un’ingenuità di Stendardo ed essere riemersa grazie a una rovesciata di Pinilla. Ora siamo a +8 sulle terz’ultime e con altre tre squadre a far da cuscinetto: in pratica, per retrocedere bisognerebbe mettersi d’impegno.

Che il riscatto sia affidato al repertorio acrobatico del cileno la dice lunga. Dice cioè, che per uscire dalla zona a rischio c’è voluto il gesto tecnico più complicato. «Giocare semplice è la cosa più difficile», ragionava il compianto Cruijff. Ce ne siamo accorti quest’anno a Bergamo, al cospetto di una squadra che ha iniziato dispensando meraviglie e imprese e s’è ripresentata dopo Natale stralunata e appagata al punto da precipitare nella palude della classifica. I nerazzurri erano diventati tutto d’un tratto brocchi nell’anno bisesto? Macché, è l’eccesso di sicurezza ad aver inceppato gli ingranaggi. L’inconscio, poi, deve aver giocato la sua parte: il sospetto è che a un certo punto la squadra cercasse adrenalina. Quella più a buon mercato la poteva fornire la paura e non i sogni (zona Uefa), e così ecco imboccato il precipizio. È come uno che per cercare emozioni forti s’avventura di notte nel Bronx. Poi finisce che si perde e si mette a piagnucolare pensando: chi me l’ha fatto fare?

Ma a un certo punto del campionato, forse, era l’unico modo per divertirsi. In questo l’Atalanta ricorda molto il Tom Sawyer deciso a liberare lo schiavo nero che la zia aveva rinchiuso nel capanno degli attrezzi. Basterebbe girare la chiave inserita dall’esterno, gli suggerisce l’amico più pragmatico Huckleberry Finn. Macché, troppo facile. Meglio scavare un tunnel: più avventuroso e spassoso, vuoi mettere? Quella galleria complicata, faticosa e rocambolesca, è stata la rovesciata di Pinilla al Milan. Alla fine, i nerazzurri hanno rivisto la luce. Ma che patemi d’animo, però. Perché c’è da credere che l’andamento dei nerazzurri in campionato sia stato una manna solo per i romantici tendenti al masochismo. Quelli che s’avventurano nel Brox, sperando sempre che a salvarli arrivi un cileno «folle» con i suoi funambolismi.


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