Venerdì 28 Febbraio 2014

8 marzo - «L’immagine della donna?

Serve una vera e profonda rivoluzione»

Mimose per l'8 marzo

Questo è un periodo in cui naturalmente sale l’attenzione alla «questione femminile», in vista dell’8 marzo. Nella scelta dei ministri per il suo governo Matteo Renzi ha mostrato di riservare una particolare attenzione alle «quote rosa».

Ma nella società e nella vita di tutti i giorni quanto pesa e che cosa comporta essere donna? La rubrica «La posta di Chiara» del settimanale diocesano Santalessandro.org offre il punto di vista sul tema delle monache di clausura del convento di Boccaleone. Ecco domanda e risposta.

Cara suor Chiara, nel nuovo governo Renzi le donne sono esattamente la metà e non per compiti di seconda fila: ministero degli Esteri, ministero della Difesa… Tu che sei monaca come vedi questa che sembra essere una grande conquista, anche se, forse, un po’ in ritardo, del mondo femminile? Sei d’accordo con l’entusiasmo dell’opinione pubblica o la tua sensibilità monastica ti suggerisce che la promozione della donna dovrebbe percorrere anche altre strade?

Ritengo sia un dato positivo la presenza, nel nuovo governo, di un considerevole numero di donne, con incarichi di indubbia responsabilità. È un chiaro segno di riconoscimento e di fiducia, è un apporto femminile nella conduzione del paese che oltrepassa le eccellenti competenze personali, e apre all’accoglienza del loro apporto alla realtà, il loro contributo nel difficile momento storico che il paese sta attraversando. Oggi è un fatto reale che le donne siano sempre più protagoniste della storia comune, civile, sociale. Forse è stato un cammino lento, ma le trasformazioni culturali esigono la pazienza e la preparazioni dei tempi lunghi.

La promozione della donna rimane una dimensione molto complessa. Il rischio è che una certa aspirazione delle donne a partecipare all’avventura umana, sia ancora troppo legata all’imitazione di modelli maschili. È molto evidente che l’immagine femminile che emerge dai mezzi di comunicazione e dal modello culturale dominante, è quello della donna ancora oggetto di consumo e di piacere. Deve compiersi, in profondità, un cambiamento del ruolo femminile! La donna deve riconoscersi ed essere riconosciuta nella sua originalità e unicità, nel suo stare di fronte all’uomo in parità di dignità; deve accogliersi nella sua diversità ed entrare in una relazione di reciprocità e non di sfida o imitazione di un modello altro da lei.

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