(Foto di Cesni)
Una rivoluzione nell’assistenza economica alle persone con gravissima disabilità e non autosufficienti. È entrata in vigore la nuova delibera regionale, la 740, approvata il 27 settembre, che introduce nuovi criteri nell’assegnazione degli aiuti in voucher economici.
Lettura 1 min.Una rivoluzione nell’assistenza economica alle persone con gravissima disabilità e non autosufficienti. È entrata in vigore la nuova delibera regionale, la 740, approvata il 27 settembre, che introduce nuovi criteri nell’assegnazione degli aiuti in voucher economici e in servizi, perché «da un lato allarga la platea degli aventi diritto, mentre prima il contributo mensile erogato riguardava soltanto una stretta fascia di malati, come i malati di Sla.
«Sindrome laterale amiotrofica - sostiene il direttore generale dell’Asl di Bergamo, Mara Azzi -. Dall’altro, inevitabilmente, determina un contraccolpo per molti malati di Sla e del motoneurone, come la Sma (Atrofia muscolare spinale) che, da novembre, si vedranno ridotto il contributo».
Per questo - ed è una novità per l’Asl di Bergamo, unica in tutta la Lombardia - le figure apicali, Mara Azzi in prima linea, e con lei il direttore sociale Francesco Locati insieme a Renato Bresciani (direttore Dipartimento attività socio sanitarie integrate) hanno deciso, e lo stanno facendo in questi giorni, di andare casa per casa a incontrare i malati in condizioni di gravissima disabilità e le loro famiglie, a spiegare il perché di quello che risulta un «taglio» del contributo, che variava dai 1000 ai 2.500 euro, e che ora, con la nuova delibera, si attesta sui 1.000 , ma che potrà essere integrato con una nuova offerta di servizi e di voucher (fino a un valore massimo di 800 euro mensili).
«I malati gravissimi di patologie del motoneurone vanno rassicurati: non vengono abbandonati a se stessi. A Bergamo nella fascia della massima gravità ci sono 9 persone, e abbiamo scelto di incontrarle una a una - sottolinea Mara Azzi -. È importante spiegare loro, così come è stato fatto con le associazioni di malati e familiari, che il sostegno che veniva assegnato sarà strutturato in modo differente».
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