Nel Palazzo della Ragione
le incisioni di Giovanni Fattori

Dal 12 febbraio al 5 aprile 2010 Il Comune di Bergamo e L'Accademia Carrara presentano dal 12 febbraio al 5 aprile 2010 nella Sala delle Capriate, Palazzo della Ragione (Piazza Vecchia, Bergamo), una scelta di incisioni di Giovanni Fattori dal cospicuo corpus grafico - 147 incisioni tra acqueforti e litografie - donato all'Accademia Carrara da Luigi Franconi nel 1989, e un prezioso dipinto dell'artista delle Collezioni della pinacoteca (già Raccolta Spajani).

Il fondo di incisioni donato da Luigi Franconi è stato arricchito dal generoso contributo dei Club Rotary e Lions di Bergamo, che rispettivamente hanno donato: l'uno 11 incisioni e l'altro 5 incisioni. L'esposizione si collocherà sulla grande parete dedicata alle esposizioni temporanee nell'ambito della mostra "L'Accademia Carrara nel cuore della città", che ha appena visto concludersi con successo l'esposizione della grande pala restaurata di Giovan Battista Tiepolo "il Paradiso" di Rovetta.

Far conoscere, apprezzare e valorizzare l'arte di Giovanni Fattori è da riconoscere tra gli obiettivi culturali di Luigi Franconi. L'interesse da sempre nutrito dalla città di Bergamo per l'arte dell'Ottocento e in particolar modo per i macchiaioli – riscontro testimoniato in campo editoriale: dalla rivista "Emporium" alla pubblicazione dell'Istituto Italiano d'Arti Grafiche del 1944, dedicata alla produzione grafica di Fattori - ha trovato nel generoso gesto di Luigi Franconi una riprova dell'efficace contributo del collezionismo privato alla valorizzazione del grande livornese.

La ricerca artistica di Giovanni Fattori (Livorno, 1825 – Firenze, 1908) è contrassegnata da una incessante interrelazione tra le più diverse espressioni tecniche, dalla pittura al disegno, dagli appunti dal vero all'incisione. La sua più nota produzione pittorica - tra cui vanno menzionati i capolavori In vedetta, 1871-1872 e Il carro rosso (Il riposo), 1880-1885 - si sostanzia e si rafforza attraverso una ricchissima attività grafica. Aspetto sottolineato da questa esposizione, volta a far comprendere la complessità e l'intreccio di svolgimenti tematici e tecnici.

In questa chiave, si è scelto di dar voce a due dei soggetti più ricorrenti nella poetica di Fattori: i soldati e gli animali. I primi, colti, non nella drammaticità di gesta eroiche, ma in atteggiamenti di vita comune, sono parte integrante di una realtà ordinaria che li accomuna agli attori di un mondo popolare (i butteri, gli spaccapietre). Bandita ogni traccia di retorica, ogni gesto militare è interpretato come episodio di vita, una realtà che, secondo Fattori, va scandagliata in tutti i suoi aspetti, anche quelli più umili.

I secondi, gli animali, sono manifestazione, per il pittore, della varietà delle forme nel mondo: raffigurati nella loro semplicità, essi sono delegati a rappresentare niente altro che la loro presenza, a fianco dell'uomo, della sua fatica, o semplicemente come compagni nello scorrere del tempo. Cavalli e buoi diventano eroi domestici di una realtà rurale e agricola, di cui Giovanni Fattori sceglie di farsi portavoce con verità. L'artista raffigura spesso il cavallo - nella molteplicità di ambientazioni sia militari che contadine -, ne osserva la forma al di là dell'aneddoto, al di là del bello o del brutto, al di là della genericità del soggetto.

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