Venerdì 01 Aprile 2011

Persico racconta «Tanguero»:
una storia a passo di danza

Sabato 2 aprile l'Auditorium di piazza della Libertà (ore 20,30) ospiterà l'anteprima del film Tanguero, del regista bergamasco Emanuele Persico: «Ci sarà la presentazione del film - spiega - racconterò brevemente il significato del Tango come stile di vita e ci guarderemo il film insieme, sarà un momento di coinvolgimento».

Il progetto, racconta Persico, «è nato un anno fa da una mia curiosità personale, trovo infatti il Tango ballato molto coinvolgente. Così ho deciso di scoprire il suo significato più profondo e ho scoperto un sommerso culturale incredibile tra cui un ponte storico con l'immigrazione. Una grossa mano ce l'ha data a Buenos Aires Jorge Juanatey che è uno psicologo e maestro di Tango, è lui che ci ha trovato gli attori e indicato i luoghi più giusti dove altrimenti non saremmo riusciti ad entrare».

Insieme al film è stato girato un documentario: «Sì, una volta a Buenos Aires ci siamo accorti che c'era una realtà, quella intorno al mondo del Tango, che va la pena di filmare e abbiamo deciso di girare, oltre al film che è di fiction, un documentario sulla vita delle milonghe che con un po' di approssimazione potremmo paragonare alle balere dove si balla il liscio in Romagna. In realtà fanno parte di una cultura diversa, sono luogo di aggregazione, scambi di poesia, musica, ballo. Lo vorrei proiettare nelle milonghe italiane».

Ne esistono? «Certo, l'Open Space a Curno, per esempio, alla domenica sera di trasforma in una milonga che ospita il musicalizador, una sorta di DeeJay di Tango. C'è il centro Tango tambien alla Malpensata, ma a Buenos Aires ce ne sono moltissime e di stili particolari come quella dove ci si deve vestire solo con jeans e maglietta».

Dopo questa prima che uscite avrà il film? «L'8 e 9 maggio saremo ad Atene ospitati dal Festival Greece Tango Festival che ha invitato il nostro film con il quale vuole aprire il festival e stiamo prendendo contatti con Messina, Padova e Barletta dove esistono associazioni di Tango che hanno richiesto il film».

Accenniamo alla storia: «Col pretesto di raccontare la storia di Omar, insegnante argentino di Tango costretto a tornare a Buenos Aires dove ritroverà se stesso, il film ripercorre la nascita del Tango nella capitale argentina a fine '800, dove è nato grazie agli immigrati africani, caraibici, europei e soprattutto italiani».

«Il film - conclude Persico - è autoprodotto da Pescaproduction con Lab 80 che ha fornito attrezzatura e supporto tecnico al montaggio, questa prima in Auditorium e la collaborazione di Andrea Zambelli e Andrea Zanoli che si sono alternati come operatore e direttore della fotografia».

Andrea Frambosi

m.sanfilippo

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