Mercoledì 01 Febbraio 2012

Improvvisazione e spontaneità
Paolo Rossi al Creberg Teatro

Paolo Rossi sarà il 4 febbraio (inizio alle 21) al Creberg Teatro di Bergamo mandando in scena  «Happenning pop di delirio organizzato», da un'ideazione drammaturgica di Carolina De La Calle Casanova e Paolo Rossi.

Con Paolo Rossi, in scena ci saranno Carolina De La Calle Casanova, Paolo Faroni, Marco Ripoldi e Valentina Scuderi. Le musiche sono di Francesco Arcuri, la produzione della Compagnia BabyGang e della Compagnia del Teatro Popolare.
 
Improvvisazione, spontaneità, capacità di mischiare lingue e dialetti, dialogo con il pubblico, ma anche esercizio e studio sulla Commedia dell'Arte. Ecco cos'è lo spettacolo «Happening Pop di Delirio Organizzato», con la Compagnia di Teatro Popolare, fondata da Paolo Rossi e dalla BabyGang. Una sarabanda di colori e suoni, in un esilarante susseguirsi di gag, quadri e personaggi ogni sera diversi, in base agli accadimenti del giorno, al tipo di pubblico, agli umori della Compagnia.

«Happening Pop di Delirio Organizzato», nato come esito aperto al pubblico, momento finale dei laboratori, ha assunto pian piano la forma di uno spettacolo indipendente dal percorso pedagogico, in cui realtà e finzione s'incrociano nel pericolo e nel ridicolo, nell'ironia e nell'insensatezza. La dimostrazione di un metodo, irriverente e dissacrante come nello stile della Compagnia, ma anche una grandissima prova sul mestiere dell'attore e sul suo significato oggi.

Al centro dell'indagine della Compagnia del Teatro Popolare c'è naturalmente il vivere quotidiano, la povera gente, i luoghi comuni della nostra generazione, le ambiguità storiche che ormai accettiamo per verità assolute. Ed è così che gli attori della Compagnia, guidati dal capocomico Paolo Rossi, si scontrano e si incontrano con il pubblico per comprendere un po' di più questa nostra Italia.

Insegnare e tramandare il metodo e i trucchi del mestiere favorisce il ricambio generazionale, crea dei figli, se ciò non accade, tra dieci anni nei teatri italiani ci ritroviamo con qualche attore anziano e poi il vuoto. Le ultime generazioni troppo spesso hanno pensato solo a se stesse.

a.ceresoli

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