Lunedì 06 Febbraio 2012

Padre Turoldo a 20 anni dalla morte
Il ricordo di Sotto il Monte e Milano

di Emanuele Roncalli

È uno spicchio di collina trafitto da croci di ferro, lastricato di pietre e marmi, coronato da una galleria di lapidi che recano epitaffi di «madri premurose», epigrafi di uomini di «antichi costumi». È il cimitero di Fontanella. A ridosso del muretto di cinta c'è una croce di legno, due pezzi di travi, robuste e possenti: come la voce di chi vi è sepolto. La tomba è semplice, umile: come chi vi riposa là sotto. È quella di padre David Maria Turoldo adornata da vasetti di fiori, statuette della Madonna di Lourdes, ceri, un pezzo di marmo bianco con un ritratto del frate: omaggi un po' alla rinfusa, ma che testimoniano quanto sia presente la memoria di Turoldo in coloro che lo hanno conosciuto, magari attraverso la sua poesia. Perché – come ha scritto Carlo Bo – «Padre David ha avuto da Dio due doni: la fede e la poesia. Dandogli la fede gli ha imposto di cantarla tutti i giorni. E lui ha continuato a cantare, fino all'estremo».

Quando si parla di Turoldo aggettivi e definizioni si sprecano: ingombrante, intransigente, coscienza inquieta della Chiesa. Ma chi era padre Turoldo? «Io non sono un moderno – diceva di sé – io sono un antico; sono perfino tradizionalista; quasi un tradizionalista sentimentale. Meglio: sono un amante, un appassionato della tradizione e delle tradizioni. Come era Papa Giovanni. Perché più si è tradizionali più si sente l'urgenza delle novità». «Turoldo era portatore di un'utopia splendente, volta a cambiare il mondo, capace di coniugare impegno e poesia» ha aggiunto Andrea Zanzotto.

Molti sono portati a ricordare il frate e a dimenticare il poeta, ma religione e poesia si possono scindere in padre David? Il cardinal Ravasi così ha scritto: «È facile sentire nei versi di Turoldo il sapore delle zolle friulane delle sue origini (…). Nelle sue righe poetiche disseminate in anni e anni di attività si riverberano i bagliori delle sue prediche nel Duomo di Milano, l'appassionata partecipazione al sogno di don Zeno e della sua Nomadelfia, l'orizzonte luminoso delle amicizie umili e grandi».

E a proposito di coloro che parlano di «profezia» per definire il genere letterario e spirituale turoldiano, il porporato ha aggiunto: «È forse abusato e inesatto. Non lo è, però, nel senso genuino del termine. Il profeta non è un preveggente né tanto meno un elaboratore di oroscopi per la storia, è invece un uomo di fiera contemporaneità. Ed è proprio in questa attenzione fremente ai segni del tempo che egli anticipa il futuro, i suoi segni, le sue epifanie celate già nell'opacità del presente. In questa luce si può iscrivere anche i testi di Turoldo nel genere profetico». Il cardinal Ravasi renderà omaggio alla figura e alla poesia di Turoldo il prossimo 14 aprile con una conferenza al Teatro della Società di Lecco.

Anche Sotto il Monte e Milano ricorderanno l'anniversario con dibattiti, mostre, videotestimonianze.

Sabato 11 febbraio alla Casa di Emmaus di Fontanella (alle 18) il concerto «I giorni del rischio» su testi poetici di David Maria Turoldo: composizioni originali a cura del gruppo multietnico «Nuovi trovadori» (Casa della carità, Milano). Per altre informazioni: tel. 035.791227; [email protected] www.priorato-santegidio.it.

La Comunità dei frati Servi di Santa Maria di San Carlo al Corso (corso Matteotti, Milano) ha indetto per lunedì 6 febbraio una giornata in memoria di padre David. Il programma prevede, alle 19, una liturgia eucaristica con la Comunità e gli amici, animata dal coro Fogolâr urlan di Milano diretto da Mario Gazzetta. Alle 20, nella Rotonda della Basilica, le Parole e il Roveto: inaugurazione mostra documentaria sulla vita e le opere di David Maria Turoldo a cura di Giorgio Maria Vasina. Alle 21, in basilica, «David, la Ragione e la Passione», parole e musica per forzare l'aurora: attore e interprete Luciano Bertoli, musiche di Domenico Clapasson, Ensemble Soledad Sonora. Per informazioni: Corsia dei Servi, tel. 02782389; 0277330248, www.sancarloalcorso.it.

e.roncalli

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