Giovedì 02 Maggio 2013

Libertà di stampa: «Libri proibiti»
Da venerdì 3 la mostra alla Mai

Libri proibiti: censure religiose, politiche, sociali, editoriali nella storia. Da venerdì 3 maggio, Giornata mondiale per la libertà di stampa, proclamata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1993, nell'atrio scamozziano della biblioteca civica Angelo Mai sarà possibile visitare una mostra dal titolo «Libri proibiti: censure religiose, politiche, sociali, editoriali nella storia», che presenta una selezione di opere a stampa che, dal Cinquecento, hanno subìto il controllo, la censura, la correzione imposte da autorità civili, religiose e culturali.

Sono esposti autori e opere particolarmente significativi: dal riformatore Giovanni Calvino con i suoi commentari biblici a Galileo con il suo celebre «Dialogo sopra i due massimi sistemi»; da Beccaria con «Dei delitti e delle pene» a Hugo con «I Miserabili»; da Manzoni con «Il Cinque maggio» a Rushdie con i «Versi satanici».

Un'attenzione particolare è riservata alle numerose edizioni dell'Indice dei libri proibiti, ufficialmente pubblicate dalla Chiesa di Roma dal 1559 al 1948 e abolite definitivamente solo nel 1966. Spicca con particolare evidenza nell'antiporta delle edizioni settecentesche l'immagine di un rogo di libri…

La mostra è visitabile durante gli orari di apertura della biblioteca. Ingresso libero. Domenica 5 maggio apertura straordinaria dalle 10 alle 18. L'iniziativa durerà fino a venerdì 7 giugno.

«I miserabili» di Victor Hugo scritti nella seconda metà dell'Ottocento erano troppo sentimentali, ma soprattutto compiacenti nei confronti dei moti rivoluzionari, un classico della letteratura a stelle e strisce come «Tom Sawyer e Huckleberry Finn», pubblicato nel 1884 da Mark Twain, era da «ritoccare» facendo alcune sostituzioni terminologiche. Delle prime mille copie di «Gente di Dublino», il tipografo dello scrittore James Joyce ne bruciò ben 999, mentre «1984» di George Orwell per anni è stato oggetto di ostracismo in Usa considerandolo portatore di idee comuniste e di tematiche sessuali trattate in modo eccessivamente esplicito. Il libro di Salman Rushdie «I versi satanici», pubblicato a Londra nel 1989, finirà addirittura al centro di una bufera culturale, per i suoi contenuti ritenuti blasfemi dall'Islam, mentre ancora oggi «Persepolis», il fumetto di Marjane Satrapi sulla sua infanzia a Teheran, durante i giorni della rivoluzione nel 1979 si trova all'indice nei paesi islamici nonostante il grande successo editoriale. Eppure a fronte delle copie vendute, da parte di autorità religiose o politiche in ogni secolo sono emerse resistenze contro idee considerate blasfeme o troppo rivoluzionarie, verità da non svelare, linguaggi impropri o passi avanti nella scienza, che avrebbero potuto ribaltare l'intera percezione del mondo; come nel caso del «Dialogo sopra i due massimi sistemi» di Galileo, messo all'indice nel 1634, mentre il suo autore era stato condannato un anno prima per aver appoggiato la visione copernicana dell'universo, che metteva al centro il Sole e non la Terra come invece sosteneva la Chiesa.

Così nel corso dei secoli, per conservare l'ordine sociale, politico e religioso, si è metodicamente utilizzata la censura e sono stati stilati veri e propri indici di libri proibiti, raccolti in volumi che si possono ancora vedere nella mostra organizzata dalla Biblioteca Civica Angelo Mai per la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa. Istituita nel 1993 dalle Nazioni Unite, questa giornata il 3 maggio di ogni anno ricorda i principi fondamentali alla base della libertà di stampa e tutti i giornalisti che hanno perso la vita per adempiere al loro dovere. Eccezionalmente sabato dalle 10 alle 18, oppure fino al 7 giugno durante gli orari di apertura della Mai in Piazza Vecchia, si potrà scoprire questa mostra, in cui i bibliotecari Giuseppina Ceresoli, Marcello Eynard e Lorenza Maffioletti dell'Angelo Mai hanno studiato un progetto a costo zero, che in una serie di teche allestite nell'Atrio Scamozziano della biblioteca propone al pubblico un vero e proprio viaggio cartaceo tra volumi e autori proibiti di ogni epoca, un percorso in cui incontrare opere che sono state messe sotto chiave nei secoli e altre che continuano ad esserlo anche oggi, nonostante la libertà di stampa sia un diritto dei cittadini, ribadito non solo dall'articolo 21 della Costituzione Italiana, ma anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1948: «Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni ed idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere».

Info www.bibliotecamai.org

m.sanfilippo

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