I Labirinti di Max Gasparini
Mostra personale a Martinengo

È un talento ormai apprezzato in mezza Europa, e anche in America, dove ha appena concluso la personale «Age of innocence» eppure, come vuole la tradizione, qualcuno nella sua patria, Bergamo, ancora non lo conosce a fondo. Stiamo parlando di Max Gasparini, che sabato 30 novembre, inaugura la sua personale a Martinengo.

È un talento ormai apprezzato in mezza Europa, e anche in America, dove ha appena concluso la personale «Age of innocence«, eppure, come vuole la tradizione, qualcuno nella sua patria, Bergamo, ancora non lo conosce a fondo. Stiamo parlando di Max Gasparini, che sabato 30 novembre, nel Folandone di Martinengo, inaugura la sua personale denominata «Labirinti».

Ancora giovane, ma già molto esperto nel lavorare su qualsiasi tipo di superficie altenrativa, dalla lamiera, ai cartoni, allo yuta, Gasparini ama il disegno ma ancor più la materia e la rappresenta in modo alchemico, con continui riferimenti simbolici. Autodidatta, dipinge da sempre ritratti, nature morte, paesaggi; realizzati con tecnica ad olio e tempera all’uovo su tavola .

Nel 2007 «incontra» il cartone da imballaggio che lo libera dal cavalletto e dalle tecniche canoniche. Max scopre le grandi pennellate, la liberazione gestuale, le colature e le tecniche più disparate, a volte casuali, arrivando al paradosso di realizzare quadri con lo sverniciatore. Con la liberazione totale dai precedenti schemi arriva la voglia di esporre. Il viso femminile come «tutto», rappresentazione dell’universo (da Platone ) e inteso come figurazione della «terra genitrice» è la tematica del lavoro degli ultimi due anni. I colori, così come i bianchi e neri, investono con impeto i numerosi supporti scelti, creando percorsi originali con la materia entro un costante rapporto-guida dell’artista che feconda gli incontri. La mostra è visitabile fino al 15 dicembre dal mercoledì alla domenica.

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