Inclusione, identità e intercultura-Video Torna Iff, il film festival sull’integrazione

Inclusione, identità e intercultura-Video
Torna Iff, il film festival sull’integrazione

Al via la 13esima edizione del concorso internazionale di cinema. Dal 10 aprile cinque giorni di proiezioni ed eventi collaterali. In concorso film documentari e cortometraggi di fiction di registi italiani e stranieri.

Prende il via la 13esima edizione di IFF - Integrazione Film Festival, concorso di cinema internazionale dedicato ai temi dell’inclusione, delle identità e dell’intercultura. In programma cinque giorni di proiezioni e diversi eventi collaterali: a Bergamo e Sarnico (provincia di Bergamo), da mercoledì 10 a domenica 14 aprile, con due sezioni dedicate rispettivamente a film documentari e cortometraggi di finzione. Dopo 12 edizioni con il nome C’è un tempo per... l’integrazione, quest’anno il Festival cambia volto, si rinnova e cresce ulteriormente, con la cura di Cooperativa Ruah e grazie alla collaborazione con Lab 80 film: diventa IFF - Integrazione Film Festival e raccoglie sempre più numerose e valide proposte di registi italiani e stranieri. Il servizio di Bergamo Tv.

Film per raccontare l’integrazione
Per l’edizione 2019 i film in gara sono 15: cinque nella sezione Concorso internazionale per documentari e dieci nella sezione Concorso internazionale per cortometraggi di finzione. Le produzioni sono italiane e straniere, le opere sono tutte state realizzate nel 2019, 2018 o 2017. Sia i documentari che i cortometraggi raccontano storie di integrazioni possibili: tra persone, famiglie, comunità e tra popolazioni di diversa appartenenza culturale e provenienza nazionale. Storie capaci di mostrare esperienze positive, in una realtà sociale che è sempre più complessa e multiculturale. Il programma di quest’anno racconta soprattutto di Italia ma non solo, i film selezionati parlano anche di Irlanda del Nord, Stati Uniti, Belgio e delle infinite, impalpabili eppure sempre presenti relazioni con i lontani paesi d’origine di chi vive le migrazioni e dei loro famigliari.

La presentazione del Festival dell’Integrazione all’auditorium di piazza della Libertà a Bergamo

La presentazione del Festival dell’Integrazione all’auditorium di piazza della Libertà a Bergamo

I titoli
Ad aprire il Festival, fuori concorso, sarà Indovina chi ti porto per cena di Amin Nour (Italia 2018, 11’), giovane sceneggiatore e regista italiano di origini somale. Il cortometraggio, tra i vincitori del bando MigrArti 2018, racconta di un giovane somalo cresciuto a Roma che si prepara ad incontrare i genitori della sua ragazza, di famiglia russa. In Momo cresce il timore per le possibili reazioni legate al colore della sua pelle... Una vivace e intelligente riflessione sulle pluri-appartenenze e sull’integrazione, realizzata da un regista che in sé porta due culture. Dopo la proiezione, il regista sarà in sala per un incontro col pubblico.

In concorso: tra i film documentari My Tyson di Claudio Casale (Italia 2018, 15’). My Tyson è la vicenda del campione italiano di boxe dei pesi Youth raccontata attraverso il dialogo del ragazzo con la madre, sarta della comunità nigeriana di Tor Bella Monaca a Roma: mentre Tyson prepara il suo prossimo incontro, la donna rievoca le origini e il passato e finisce per tessere il futuro di suo figlio, combattente predestinato (Miglior Documentario Premio MigrArti; selezionato a Festival di Venezia). Flying Roots di Micaela Zurita Poma (Italia 2018, 37’) è un film di autonarrazione evocativa sul tema delle seconde generazioni in Italia: un gruppo di adolescenti di origini non italiane ricerca la propria identità diventando autore di un film. “Chi sono”, “Qual è il mio futuro” sono le domande urgenti e profonde che muovono i giovani protagonisti e filmmaker.

Tides - A history of Lives and Dreams Lost and Found (Some broken) di Alessandro Negrini (Regno Unito 2017, 50’) è invece una produzione britannica: il film è girato a Derry, in Irlanda del Nord, dove il fiume Foyle è confine liquido tra le comunità cattoliche e protestanti. Dopo decenni di conflitto, grazie a molti materiali filmici d’archivio, il film diventa una sorta di autobiografia del fiume e una riflessione sui vissuti e sui sogni umani, una fantasticheria cinematografica sulle possibili violazioni dell’idea di confine (Menzione speciale Mediteran Film Festival Bosnia e Erzegovina e On the Road Film Festival Roma; selezionato a Teheran International Documentary Festival, Gold Movie Awards Londra, Istanbul Architecture & Urban Film Festival, Seattle Reel Festival, Belfast Film Festival, Chicago Irish Film Festival).

Tra i cortometraggi di finzione Il mondiale in piazza di Vito Palmieri (Italia 2018, 15’): dopo l’esclusione dai mondiali dell’Italia, nel profondo Sud un gruppo di tifosi decide di organizzare un mondiale parallelo: Italia contro squadre composte da migranti. Ma i figli di cittadini stranieri nati in Italia, a quale squadra appartengono? Yousef di Mohamed Hossameldin (Italia 2018, 14’), regista italo-egiziano, racconta di un cuoco di successo, nato in Italia da genitori stranieri e in procinto di ottenere la cittadinanza. Dopo l’attentato di Macerata, lo shock e le polemiche, le certezze di Yusef sulla propria identità e i propri desideri vacillano (regista presente in sala per incontro col pubblico).

American Marriage di Giorgio Arcelli Fontana (USA 2018, 14’45’’) è invece girato negli Stati Uniti: protagonista Leonardo, italiano immigrato a New York, che per ottenere la green card sposa una donna latina, cittadina statunitense. Tra amore vero e convenienze, “lo zio Sam” rischia sempre di avere la meglio.

Gli altri titoli. Tra i documentari Quasi domani di Gianluca Loffredo (Italia 2017, 52’) e Il Comandante di Roncobello di Pietro Bonfanti (Italia 2018, 43’); tra i cortometraggi Giovani italiani di Alessandro Panza (Italia 2018, 11’32’’), Krenk di Tommaso Santi (Italia 2018, 15’), Paters di Francesco Cardarelli (Italia 2018, 5’8’’), Tulipe di Andrea di Cicco (Italia 2018, 14’59’’), Palla prigioniera di Hermes Mangialardo (Italia 2019, 3’), La gita di Salvatore Allocca (Italia 2018, 14’35’’) e Ius maris di Vincenzo D’arpe (Italia 2018, 15’).

I premi e un testimonial d’eccezione
IFF prevede l’assegnazione di due premi: Miglior Documentario e Miglior Cortometraggio di finzione, assegnati da due diverse giurie. Ogni premio ammonta a mille euro.

Testimonial d’eccezione dell’edizione 2019 è Yoon C. Joyce, attore di livello internazionale, italiano di origini coreane, che ha lavorato tra gli altri con Martin Scorsese, Leonardo Di Caprio, Ridley Scott e Gabriele Salvatores. Tra i protagonisti, tra l’altro, del film Indovina chi ti porto per cena di Amin Nour. Spiega: «Questo Festival rappresenta l’essenza della battaglia che porto avanti da anni in qualità di attore: dimostrare che una figura con tratti come i miei può recitare in qualsiasi ruolo, evitando i personaggi stereotipati. Il cinema può essere un veicolo molto potente per cambiare un certo tipo di mentalità. Quello italiano ha molto potenziale, purtroppo però le storie sono ancora spesso difficilmente esportabili, con cast al 99% caucasici. Raggiungeremo un certo equilibrio quando personaggi di più etnie reciteranno ruoli principali senza dover giustificare il motivo per cui parlano perfettamente l’italiano».

Dichiarazioni
Spiega Giancarlo Domenghini, Direttore artistico di IFF e anima del Festival dal 2007: «Negli ultimi anni l’esposizione mediatica della realtà delle migrazioni è stata accompagnata da toni sempre più esasperati. Abbiamo deciso di reagire alzando il tiro e diventando sempre più un vero e proprio film festival: siamo nati come rassegna, quando iniziava ad affacciarsi il fenomeno delle seconde generazioni. Oggi l’asticella si alza ed è una sfida sia per noi che per chi fa cinema: ai registi e agli attori chiediamo di anticiparci quanto accadrà, mostrarci la prospettiva positiva dell’integrazione. E le opere in concorso per questa tredicesima edizione dimostrano che la sfida è stata colta e vinta, nei vari modi in cui i diversi autori si esprimono: chi con l’ironia, chi con la poesia, chi con la provocazione. Questi film raccontano di convivialità delle differenze tra autoctoni e stranieri ma anche tra connazionali caratterizzati da diverse appartenenze culturali, linguistiche o religiose, e si arriva ad interrogare lo stesso mondo del cinema per come rappresenta queste diverse appartenenze in modo stereotipato».

Aggiunge Laura Resta, Responsabile dell’Area cultura di Cooperativa Ruah: «Abbiamo scelto di investire risorse per far crescere questo Festival, sia in termini di qualità che di visibilità: quest’anno abbiamo la collaborazione di Lab 80 film e il sostegno di diversi nuovi partner della cooperazione sociale. Obiettivo è sensibilizzare la cittadinanza con nuovi racconti e rappresentazioni dell’integrazione tra persone di diversa appartenenza culturale che vivono nello stesso territorio. Il cinema ci consente di affrontare e approfondire il tema dell’integrazione con un taglio nuovo, positivo, culturale e artistico, uscendo così dai cliché emergenziali o socio-assistenziali. Il tema dell’interculturalità, che coinvolge sempre più in modo trasversale tutte le cooperative sociali, ci investe della responsabilità di chi può e deve raccontare la verità di una società che cambia. “Decolonizzare l’immaginario” significa smontare la rappresentazione diffusa dei cittadini stranieri come portatori di problemi, attraverso il racconto di storie positive e dando parola a registi e attori di talento che hanno doppia appartenenza culturale».

Tra gli interventi quello di Nadia Ghisalberti, Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo: «Colpisce il fatto che Cooperativa Ruah, impegnata su temi concreti come l’abitare e l’inclusione sociale nelle sue diverse forme, abbia tanta attenzione nell’affrontare il tema dell’integrazione dal punto di vista culturale, così importante per sostenere un vero cambiamento. Il cinema diventa così uno strumento di integrazione. E’ importante poi il fatto che tante realtà lavorino in rete per questo Festival, che il Comune sostiene con convinzione».

Romina Russo, Delegata alla Cultura per la Provincia di Bergamo: «Questo Festival, così cresciuto con la nuova edizione, è un lavoro davvero prezioso, che come Provincia sosteniamo con grande piacere. Iniziative come questa rappresentano veicoli per raccontare il dialogo e non solo paura e conflitti, come spesso accade, oltre che per costruire una società migliore, più umana e in cui le differenze siano valorizzate. E il cinema sa raccontare con un linguaggio capace di raggiungere tante persone».

Francesca Bianchi, Responsabile dell’Ufficio di Piano dell’Ambito del Basso Sebino: «Conosco questo Festival dal suo esordio, è nato in un periodo in cui nel territorio del Basso Sebino c’erano flussi migratori importanti e superiori alla media. All’epoca il timore era quello che, siccome i migranti che arrivavano erano visti solo come forza lavoro, si creasse una rappresentazione riduttiva, che li vedesse solo come braccia e non come persone. Abbiamo scelto così il linguaggio culturale come strumento per favorire un’idea diversa. Il linguaggio dei lavori cinematografici che IFF ospita è cresciuto e cresce insieme al linguaggio dei giovani a cui vogliamo parlare».

Gli eventi collaterali
Nel programma di IFF anche diversi eventi collaterali, che si svolgono sia a Bergamo che a Sarnico prima, durante e dopo il Festival. #Jihadisti2.0 - Uno sforzo per l’integrazione è il nome della campagna di sensibilizzazione per studenti del Progetto “Fami - Lab Impact” dell’Ambito Territoriale 1 di Bergamo, a cui IFF prende parte. Da lunedì 8 a martedì 16 aprile sono previsti incontri destinati agli studenti delle scuole dell’Ambito su migrazioni, multiculturalità, tolleranza, prevenzione del pregiudizio e della discriminazione. Gli incontri si terranno all’interno delle scuole di Bergamo ABF, IPIA Pesenti, ISIS Giulio Natta, ISIS Mamoli e IC “I Mille” e nelle sale cinematografiche Auditorium di Piazza Libertà e Conca Verde: prevedono proiezioni di cortometraggi e momenti di confronto. Tra le proiezioni il lavoro video omonimo della campagna realizzato dal regista italo marocchino Elia Moutamid, protagonista della scorsa edizione del Festival.

Si tiene invece a Sarnico, venerdì 12 aprile, alle 20,45 all’Auditorium Comunale, il reading letterario E tu splendi, tratto dall’omonimo libro di Giuseppe Catozzella, edito da Feltrinelli, che racconta una storia di integrazione ambientata in un paesino sulle montagne della Lucania. I brani dell’autore, vincitore del Premio Strega Giovani 2014, saranno interpretati dalla Compagnia teatrale Il Capannone.

Sabato 13 aprile una rappresentazione teatrale a cura dell’Association Wafae Agadir pour le Théatre, al CineTeatro L’Isola di Villongo alle 14. Domenica 14 aprile evento speciale per famiglie: alle 16, al Cine Junior di Sarnico, un saggio di ninne nanne dal mondo, con esposizione e proiezione di fotografie dello studio La Libellula e partecipazione della Biblioteca di Sarnico con testi a tema.

È intitolato a Ulisse Belometti, fotografo storico del Basso Sebino scomparso nel 2013, il Concorso fotografico “Zoom sulla realtà che cambia” organizzato in collaborazione con l’Agenzia Foto San Marco di Villongo, dedicato alle immagine capaci di raccontare da vicino aspetti positivi e rassicuranti dell’integrazione interculturale: i vincitori verranno premiati sabato 13 aprile, alle 19,30, al Cine Junior di Sarnico (la scadenza per la consegna dei lavori è il 31 marzo 2019 - ulisse@cooperativaruah.it).

Programma e ingressi
Il programma e le informazioni dettagliate sul Festival si trovano sul sito internet www.iff-filmfestival.com. L’ingresso a tutte le iniziative del Festival è sempre libero e gratuito. Per gli spettatori dell’Auditorium di Bergamo è prevista una convenzione con il parcheggio sotterraneo di Piazza Libertà: carnet utilizzabile in qualsiasi fascia oraria, 2,50 euro per tre ore (acquistabile al banco accoglienza in sala).

IFF - Integrazione Film Festival è promosso da Cooperativa Ruah in collaborazione con Lab 80 film. È organizzato con il sostegno di Cooperativa Il Pugno Aperto, Cooperativa Ecosviluppo, Ufficio Pastorale Migranti Bergamo, Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, Cooperativa Aeper, Fondazione Migra, L’edile, Fondazione Mia; con il patrocinio di Comune di Bergamo, Comune di Sarnico, Provincia di Bergamo; con la collaborazione di Agenzia per l’Integrazione, Ambito Distrettuale Basso Sebino, Fondazione Adriano Bernareggi, Acli, Slow Food Bergamo, Associazione Ghanesi Bergamasca - Ghana National Association BG, Associazione Toubkal, Associazione Simira, Associazione Culturale Immaginare Orlando, Prospettivanevskij, Cine Junior, Laboratorio Famiglie Solidali, Istituto Serafino Riva, Pro Loco Sarnico; Festival partner Bergamo Festival - Fare la Pace, Primed, Molte fedi sotto lo stesso cielo, Orlando - Identità, relazioni, possibilità. Mediapartner: Cinematografo - Fondazione Ente dello Spettacolo, Vita, L’Eco di Bergamo, Eppen.


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