Mantegna e Bellini in Brera
Nuovi allestimenti di Olmi

Ermanno Olmi ha creato per la Pinacoteca di Brera un nuovo scenografico allestimento per i due capolavori assoluti, riferimento della pittura rinascimentale: il «Cristo morto – Christo in scurto» (1475 – 1478 circa) di Andrea Mantegna e la «Pietà» di Giovanni Bellini.

Mantegna e Bellini in Brera Nuovi allestimenti di Olmi
Il «Cristo morto» di Andrea Mantegna

Il «Cristo morto – Christo in scurto» (1475 – 1478 circa) è l’opera che più ha amato Andrea Mantegna: non se ne è mai voluto separare e la teneva per devozione personale nella casa di Mantova. La «Pietà» di Giovanni Bellini (1465-1470), cronologicamente anteriore, sembra dialogare con il quadro di Mantegna, essendo entrambe le opere accomunate dallo stesso tema, il «Compianto». Ermanno Olmi ha creato per la Pinacoteca di Brera un nuovo scenografico allestimento per i due capolavori assoluti, riferimento della pittura rinascimentale.

«Di fronte a opere così grandi si deve parlare in termini di creazione – spiega il regista – Non c’è un prima, né un dopo ma solamente l’assoluto». Il dipinto del Mantegna è esposto sul fondo di una saletta a lui dedicata, anticipando con un effetto a sorpresa la «Pietà» di Bellini. «Il Cristo morto non è stato dipinto per essere esposto alla vista del pubblico ma destinato a rimanere nascosto a ogni sguardo estraneo», sottolinea Olmi. «Per volontà testamentaria del suo stesso autore doveva essere deposto nel medesimo sepolcro dove erano tumulati i suoi figli».

Per saperne di più leggi L’Eco di Bergamo del 4 dicembre

© RIPRODUZIONE RISERVATA