Giovedì 15 Maggio 2014

The voice, Maggioni ancora ok

Passa con «Final Countdown»

Suor Cristina durante la trasmissione Rai «The voice of Italy'» Per aprire la seconda puntata di The Voice of Italy, i sedici concorrenti rimasti in gara questa sera hanno scelto di cantare in coro «I
(Foto by RAI - LAPRESSE)

Per aprire la seconda puntata di The Voice of Italy, i sedici concorrenti rimasti in gara mercoledì sera 14 maggio hanno scelto di cantare in coro «I don't care», che tradotto in italiano suona come non mi importa, delle Icona Pop.

Alle loro sorti all'interno del talent targato Rai, le quattro squadre in gara hanno dimostrato però di tenerci eccome, presentando dal vivo le nuove cover per giocarsele come assi nella manica. Ad aprire le danze sono stati i concorrenti guidati da Raffaella Carrà con il bergamasco Giuseppe Maggioni alle prese con «The Final Countdown» degli Europe, Federica Buda con «Why» di Randy Crowford, Tommaso Pini con «Mentre tutto scorre» dei Negramaro e Luna Palumbo sulle note di «Can't remember to foget you» di Rihanna e Shakira.

Tra di loro, a passare al prossimo turno di live sono stati Pini, Maggioni e la Buda. Sul versante del team Noemi, a giocarsela nelle oltre tre ore in diretta di oggi sono stati Stefano Corona e la sua «Careless whisper» degli Wham, Giorgia Pino con la melodia italiana firmata Sergio Cammariere di «Tutto quello che un uomo» e Gianmarco Dottori con la sua personalizzata «Wonderwall» degli Oasis, tutti promossi al live di mercoledì prossimo.

L'avventura a The Voice si è invece conclusa per Andrea Manchiero che ha scelto per la sua esibizione «Vivere» di Vasco Rossi. Attesi dal pubblico in sala come da quello attentissimo e collegato sui social network, erano i concorrenti della squadra di J-Ax, Suor Cristina Scuccia su tutti. Proprio lei è stata anche l'involontaria protagonista di una querelle scoppiata tra Emma Marrone e J-Ax.

A scatenare la bagarre è stata una dichiarazione della cantante salentina che a Vanity Fair ha detto a proposito della suora di The Voice: «È un insulto a quelli che come me sono nello showbiz: in Tv ci vai per avere successo, altrimenti se hai un dono prendi i bambini dalla strada e ci fai un coro». A breve giro di tweet è arrivata la risposta del rapper, coach della squadra nella quale milita la religiosa, che ha risposto così: «L'insulto allo showbiz non è una suora, ma chi pensa che nessuno abbia un messaggio da portare in tv. È il tuo vuoto che senti».

E il risultato della serata per il coach rapper parla chiaro, con il pubblico che ha premiato ancora una volta la religiosa con la passione per le canzoni e la sua «Uno su mille» di Gianni Morandi. Pollice alzato e porte aperte al prossimo live anche per il reggae di Valerio Jovine (fratello di Massimo dei 99 Posse) e Dylan Magon.

Niente da fare invece per Carolina Russi. Per la squadra capitanata dal coach Piero Pelù, la scelta delle canzoni da presentare in gara è caduta su «Talking about revolution» di Tracy Chapman per Esther Oluloro («Un tema importantissimo - ha commentato Pelù -, quello della rivoluzione»), «Madness» dei Muse per la voce e gli acuti di Giacomo Voli, «Calling you» per Daria Biancardi e «Insieme» di Mina, cantata per l'occasione dalla cremonese Giulia Dagani. A fine serata, i tre nomi tra questi premiati con la promozione sono quello di Voli, della Biancardi e della Oluloro.

Le note internazionali originali che hanno fatto capolino negli studi Rai milanesi sono state invece quelle del belga Saule, rivelazione da hit radiofonica con la sua «Dusty men» che ha rispolverato anche per il palco di The Voice, per l'occasione assieme a quattro concorrenti del talent, uno per squadra. Il cantante, all'anagrafe Baptiste Lalieu, è poi lo stesso che sentiamo cantare ogni giorno nello spot di una nota azienda di telefonia cellulare con il medesimo brano che è diventato une dei più gettonati del momento. Per la prima volta in duetto dall'inizio del talent, si sono esibiti anche i coach e se Noemi e Pelù si sono dedicati a «Svalutation» di Adriano Celentano, J-Ax e la Carrà si sono confrontati sulle note di una rivisitata «Stasera mi butto».

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