Torna la rassegna «Lontano Presente» Il cinema che stimola dialogo e dibattito

Torna la rassegna «Lontano Presente»
Il cinema che stimola dialogo e dibattito

Dal 4 ottobre per quattro venerdì di fila, proiezioni con una breve presentazione al cine-teatro Qoelet di Redona a Bergamo. Il tema di quest’anno è «Balcani, non solo guerre...». Lacerazioni del passato, tensioni dell’oggi: quali riconciliazioni possibili?

Lontano Presente è un’iniziativa che l’associazione «Le Piane di Redona» propone nel tentativo di aprire uno spazio cittadino di artigianale incontro e dialogo interculturale. Attraverso proiezioni di film, di dibattiti e di qualche spettacolo si è cercato negli anni di toccare diversi aspetti di culture, civiltà e religioni “lontane e vicine” dell’Europa, dell’Africa, dell’Asia.

Ecco il programma di quest’anno:

Venerdì 4 ottobre alle 20.45 «Prima della pioggia» di Milcho Manchevski, 1994
Tre episodi concatenati ambientati tra Londra e la Macedonia hanno come protagonista un monaco che cerca di salvare dalla morte una ragazza albanese, un fotoeditor in crisi sentimentale e di coscienza e un fotoreporter che decide dopo 16 anni di ritornare nella sua terra durante il conflitto che incendia i Balcani. La guerra dei Balcani è pretesto per diventare un manifesto sull’intolleranza umana e sul «dovere di compiere una scelta sul fatto che tutti noi, prima o poi, dobbiamo prendere posizione”. È anche una riflessione su quanto ciascuno di noi sia, eticamente e moralmente, complice della violenza e, come,attraverso il proprio gesto, ognuno può ribellarsi o meno a questa perversa catena di odio che genera altro odio. La Macedonia non toccata dal conflitto ma pervasa dall’ «odore di pioggia», diviene metafora di qualsiasi catastrofe imminente che può e deve essere fermata.

Venerdì 11 ottobre alle 20.45 «Il segreto di Esma» di Jasmila Žbanić, 2006
Sarajevo anno 2006. Le dolorose ferite della lunga guerra jugoslava, degli assedi serbo-bosniaci sono ancora tangibili e visibili, nel tessuto urbano e nell’animo delle persone.Esma bosniaca, lavora come cameriera in un losco club; vive con l’adolescente inquieta, adorata e irrispettosa figlia. Non si conosce il padre, Esma dovrà rivelare alla ragazza il segreto che dolorosamente si porta dentro. Film tutto al femminile, fatto di sensibilità di sguardi, palpiti di cuori che riconducono a percorsi di vita segnati da una guerra che ha causato lutti e sofferenze. È nell’unione, nella forza dell’amicizia, della complicità, dell’aiuto tra donne che il cammino verso la guarigione è possibile. Un piccolo grande film che inizia a raccontare un pezzo di Storia difficile da affrontare con serenità.

Venerdì 18 ottobre alle 20.45 «Sole alto» di Dalibor Matanić, 2015
Tre episodi sulla guerra che ha portato, negli anni Novanta, alla dissoluzione della Jugoslavia. Ambientati in tre distinti momenti della storia recente dell’ex Jugoslavia, giovani serbi e croati cercano di lasciarsi alle spalle una guerra che ancor oggi divide e rende impossibile un futuro di speranza e di riconciliazione. Il regista rinuncia ad ogni indagine politica diretta sulla guerra dei Balcani; non rappresenta l’orrore ma lo evoca concentrandosi sui personaggi e sui rapporti che si instaurano. Al regista non interessa solo la tensione erotica fra le persone, ma fa anche emergere le differenti dinamiche familiari quasi a suggerirci che la famiglia possa essere tanto l’incubatore quanto il deposito di stoccaggio a lungo termine degli odi e dei rancori dai quali è difficilissimo strapparsi. La sua è una storia universale su guerra e giovinezza e sul loro impatto devastante.

Venerdì 25 ottobre alle 20.45 «Dall’altra parte» di Zrinco Ogresta, 2016
Tre episodi sulla guerra che ha portato, negli anni Novanta, alla dissoluzione della Jugoslavia. Ambientati in tre distinti momenti della storia recente dell’ex Jugoslavia, giovani serbi e croati cercano di lasciarsi alle spalle una guerra che ancor oggi divide e rende impossibile un futuro di speranza e di riconciliazione. Il regista rinuncia ad ogni indagine politica diretta sulla guerra dei Balcani; non rappresenta l’orrore ma lo evoca concentrandosi sui personaggi e sui rapporti che si instaurano. Al regista non interessa solo la tensione erotica fra le persone, ma fa anche emergere le differenti dinamiche familiari quasi a suggerirci che la famiglia possa essere tanto l’incubatore quanto il deposito di stoccaggio a lungo termine degli odi e dei rancori dai quali è difficilissimo strapparsi. La sua è una storia universale su guerra e giovinezza e sul loro impatto devastante.

Ingresso singolo € 5,00. Ridotto (soci Le Piane, studenti max 24 anni) € 4,00. Abbonamenti rassegna € 12,00. Cineteatro QOELET di via Leone XIII, 22, Bergamo.


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