Dati, stipendi e previdenza: il consulente è un alleato della Gen Z

CAPITALE UMANO. Secondo il nuovo Osservatorio Zucchetti sui Consulenti del lavoro sono tre adempimenti che possono diventare leve per attrarre, accogliere e trattenere i giovani

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«Vogliamo che i consulenti del lavoro ci considerino dei loro partner, non semplici fornitori». Lo ha detto Domenico Uggeri, vicepresidente e responsabile della Business Unit HR di Zucchetti, presentando a Lodi il nuovo Osservatorio. È lo stesso salto che un’impresa può chiedere al proprio consulente sul fronte dei giovani. Zucchetti ha presentato anche un manifesto in dieci punti e il nuovo brand Zucchetti HR Prof, dedicato ai professionisti del lavoro. Il messaggio vale anche a valle. La ricerca indica almeno tre terreni.

Il primo sono i dati. L’86% delle analisi che le aziende chiedono agli studi riguarda costi, budget e bilancio. Il 45% degli studi usa già l’analisi dei dati per fare consulenza, 20 punti in più del 2025. Eppure nelle paghe c’è già molto altro: ingressi, uscite, età, assenze. Il report la definisce una «miniera d’oro». Il riferimento è a tutto ciò che riguarda le persone: turnover, assenteismo, saldi ferie, organico per genere ed età. Secondo gli stessi Osservatori Zucchetti, molti uffici del personale non hanno il tempo o le competenze per analizzarli. Quanti under 30 lasciano l’azienda entro un anno, e dopo quanti mesi, è un numero che il consulente può già estrarre. Per un’impresa che vuole trattenere i giovani è il punto di partenza.

Il secondo è la trasparenza retributiva. Dal 7 giugno, con il decreto legislativo 96 del 2026, le aziende devono indicare ai candidati la retribuzione iniziale o la fascia prevista e non possono chiedere quanto guadagnavano prima. È una richiesta che la Generazione Z avanzava da tempo: sapere subito quanto vale un posto, senza scoprirlo al terzo colloquio. Un annuncio con una cifra chiara diventa così anche un modo per distinguersi. Il 50% dei consulenti la considera un’opportunità, il 60% tra gli studi con più di 20 collaboratori.

Il terzo è la previdenza. Dal 1° luglio chi è alla prima assunzione nel settore privato aderisce automaticamente al fondo previsto dal contratto, con 60 giorni per scegliere diversamente. Tocca al datore di lavoro informarlo, indicare il fondo e raccogliere la sua scelta. Spiegarlo bene nei primi giorni è già un gesto di accoglienza. Per un giovane è la prima occasione di guardare al proprio futuro con l’azienda accanto. Oggi la pianificazione previdenziale è offerta dal 26% degli studi.

Tre adempimenti che, letti con Delta Index, diventano tre leve: attrarre con la chiarezza, accogliere con l’attenzione, trattenere conoscendo i propri numeri. Il consulente, in questo percorso, può essere davvero un partner.

Per approfondire il tema del rapporto tra aziende e Generazione Z: Osservatorio Delta Index e Skillherz

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