Il giovane candidato insicuro: cosa deve capire chi lo assume

CAPITALE UMANO. Insicurezza è la parola più ricorrente tra 6.000 studenti lombardi intervistati. Giuliano Noci, Prorettore del Politecnico di Milano: «Nel lavoro i ragazzi chiedono sicurezza, chiedono un appoggio, chiedono coordinamento».

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C’è una parola che torna più delle altre quando si chiede a 6.000 studenti lombardi cosa provano pensando al lavoro che li aspetta: insicurezza. Non è un’impressione, è un dato. E per un’azienda che si trova davanti un giovane candidato con questo stato d’animo, capire cosa significhi diventa il primo passo per non perderlo. È il tema della prima puntata della video intervista dell’Osservatorio Delta Index a Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano e fondatore dell’Hub della Conoscenza, che ha condotto «Next Gen Power», la ricerca su oltre 6.000 studenti delle scuole superiori lombarde presentata al Festival dell’Economia di Trento e già raccontata su queste pagine. Nella prima domanda, abbiamo chiesto a Noci cosa deve capire un’azienda quando incontra un giovane candidato segnato dall’insicurezza.

Non pigrizia, ma fragilità

Per Noci il punto di partenza è riconoscere che i giovani di oggi vivono un rapporto diverso con il futuro rispetto alle generazioni precedenti. Dove un tempo prevaleva una propensione proattiva e un sostanziale ottimismo, oggi la ricerca registra il contrario: l’ottimismo cala, mentre cresce una forte introspezione, alimentata da tecnologie che connettono apparentemente al mondo ma isolano nella realtà.

«I giovani di oggi hanno per certi versi caratteristiche non opposte agli adulti, ma poco ci manca», dice Noci. «Le tecnologie che apparentemente ti connettono con il mondo, in realtà non ti fanno vivere una relazione sociale fisica con altri: ti proiettano in una dimensione che diventa fragilità, diventa solitudine».

Cosa chiedono davvero al lavoro

È in questa chiave, spiega Noci, che le aziende devono leggere l’atteggiamento dei giovani candidati. Nel mondo del lavoro non chiedono privilegi: chiedono sicurezza, chiedono un appoggio, chiedono coordinamento. Chiedono, in sostanza, di uscire dalla fragilità che i social e il Covid hanno inevitabilmente lasciato in loro.

Per approfondire il tema del rapporto tra aziende e Generazione Z: Osservatorio Delta Index e Skillherz

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