«La Gen Z? È uguale per Intesa Sanpaolo e per le Pmi di Bergamo»

CAPITALE UMANO. Per Elisa Zambito Marsala, manager ai vertici di Intesa Sanpaolo, grande banca e piccola impresa incontrano la stessa Generazione Z. Cambiano i contesti. Non cambiano le domande.

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C’è una domanda che sembra semplice ma non lo è: la Generazione Z incontrata da una grande banca sistemica è la stessa che incontra ogni settimana una piccola impresa manifatturiera della Lombardia? La risposta, per chi lavora sul campo, potrebbe sorprendere.

Elisa Zambito Marsala guida la Direzione Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, il gruppo bancario più grande d’Italia, ed è tra i principali artefici di «Build Your Future», il programma che ha incontrato in presenza oltre 35.000 studenti delle superiori e delle università. L’Osservatorio Delta Index, attraverso Skillherz, ne incontra altri 20.000, prevalentemente nelle piccole e medie imprese del Nord Italia. Numeri simili, contesti opposti. E la risposta di Zambito Marsala è: assolutamente la stessa generazione.

Una generazione che vuole capire il mondo

Ciò che emerge dall’osservatorio di una banca sistemica è una generazione che non chiede rassicurazioni, ma ispirazione. Una generazione che vuole capire dove sta andando il mondo, che ha bisogno di essere messa di fronte ai grandi trend trasformativi, dalla digitalizzazione accelerata dall’intelligenza artificiale alla blue economy, dai fondali marini alla space economy, dalla global health alla nuova geografia economica internazionale.

Non si tratta di argomenti astratti. Sono, per Zambito Marsala, temi profondamente connessi alle caratteristiche geografiche, demografiche e produttive dell’Italia: ambiti su cui il nostro Paese può costruire una distintività reale a livello europeo e internazionale. L’obiettivo di «Build Your Future» è rendere i ragazzi più consapevoli rispetto alle competenze chiave richieste da un mercato del lavoro in trasformazione rapida e costante. E questo vale - sottolinea Zambito Marsala - per uno studente di Milano esattamente come per uno di Bergamo o di Lecco.

Cambia il contesto, non le aspirazioni

Il punto è qui: non è la geografia a fare la differenza, né la dimensione dell’azienda che li accoglierà. Quello che accomuna questi ragazzi, da Nord a Sud, dalle metropoli ai territori, è la qualità delle domande che si pongono. Sono le stesse. Le aspirazioni sono le stesse. Ciò che cambia è il contesto in cui quelle domande trovano - o non trovano - risposta.

Questo è esattamente il terreno su cui l’Osservatorio Delta Index lavora quotidianamente con le imprese del territorio: non c’è una Generazione Z di serie A e una di serie B. C’è una generazione che chiede di essere capita, e un sistema produttivo che ancora fatica a farlo in modo strutturato.

La sfida comune di banca e PMI

La convergenza tra l’osservatorio di una banca con milioni di clienti e quello di un osservatorio dedicato alle piccole e medie imprese non è casuale. È la conferma che il tema dell’attrattività verso i giovani non è una questione di scala: non si risolve con budget di comunicazione più grandi o con brand più noti. Si risolve con la capacità di intercettare ciò che questa generazione cerca davvero, consapevolezza del futuro, connessione con ciò che conta, spazio per costruire qualcosa di senso.

È questa la prima delle pillole tematiche estratte dall’intervista che l’Osservatorio Delta Index ha realizzato con Elisa Zambito Marsala. Ogni settimana, un nuovo approfondimento su un tema diverso: le soft skill, il modello di selezione che va oltre il voto di laurea, l’orientamento, la fuga dei talenti. L’intervista integrale è disponibile nella sezione Journal su deltaindex.it.

Per approfondire il tema del rapporto tra aziende e Generazione Z: Osservatorio Delta Index e Skillherz

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