Sindrome di Down, Marta parla all’Onu «C’è sempre un modo per spiegare le cose»
Marta Sodano durante l’intervento all’Onu

Sindrome di Down, Marta parla all’Onu
«C’è sempre un modo per spiegare le cose»

La giovane di Brembate ha rappresentato il nostro Paese alla giornata internazionale della sindrome di Down. A fare il tifo per lei la sua famiglia e i colleghi della Comac.

«Il mio consiglio verso gli insegnanti è di non lasciare indietro nessuno, di non giudicarci per la nostra disabilità ma di spiegarci tutto, in modo semplice». Parla a braccio, guardando negli occhi i presenti al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York, Marta Sodano, venticinquenne brembatese chiamata a rappresentare il nostro Paese alla Conferenza mondiale promossa in occasione del World Down Syndrome Day, la giornata internazionale dedicata alla sindrome di Down.

«Non lasciatevi nessuno alle spalle, nell’istruzione. Ricordo con affetto e gratitudine gli insegnanti che mi hanno vista come Marta e non come una portatrice della sindrome di Down – spiega al microfono –, perché mi hanno aiutata ad avere fiducia in me stessa, facendomi apprezzare tutt’ora materie quali la psicologia, da cui ho imparato ad amare il significato delle parole (Marta ha studiato a Trezzo e all’Einaudi di Dalmine, ndr). Mi hanno fatto capire che non esistono concetti facili o difficili, perché c’è sempre un modo semplice per spiegare le cose, e che tutti devono godere del diritto a essere istruiti».


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