«Dentro i riflessi»: piccoli attimi di una vita piena di emozioni

«Dentro i riflessi»: piccoli attimi
di una vita piena di emozioni

Si intitola «Dentro i Riflessi» (edito da Albatros il Filo, prezzo 9,90 euro), il libro di poesie e opera prima di Antonio Forlani di Romano di Lombardia. Un «sogno» a lungo accarezzato quello di pubblicare un proprio volume in cui esprimere e trasmettere sentimenti, valori, convinzioni (ma anche dubbi), valutazioni, ricordi.

Come se l’autore – che di professione svolge l’attività di funzionario commerciale e, come detto, è alla sua prima pubblicazione – da tempo sentisse il bisogno di condividere con gli altri le sue emozioni, che, in certi casi, sono anche personali. La missione è stata portata a termine con esito senza dubbio positivo, poiché le «riflessioni» – come preferisce chiamarle l’autore – pongono interrogativi ma danno anche risposte, suscitano emozioni, fanno riflettere, e, in qualche caso, chiamano in causa la responsabilità delle persone e delle comunità.

Antonio Forlani

Antonio Forlani

Racconta l’autore: «Parlo di sogno non solo perché questa mia ”esigenza” si è avverata; ma perché quando ho iniziato qualche anno fa, prima a pensarle nella mente e poi a scriverle su pezzi di carta trovati qua e là, in posti anche un po’ strani, lì dove mi trovavo proprio per non disperderle nella mia mente, per non farmi sfuggire quel preciso momento, quel ‘momento’ mi è parso subito come un ‘sogno’ fatto di sensazioni e di emozioni. Avvertite, viste, sentite, annusate, respirate ad occhi chiusi, vissute fuori e riflesse dentro di me. ‘Dentro i Riflessi’ per me significa proprio questo; l’amore incondizionato per le tante vite che la nostra vita ci mostra e ci regala. Significa cercare di poterla capire; viverla di più è il mio sogno! Fatto di vera realtà, dalla concretezza di tutti i miei giorni, senza però lasciarmi sfuggire la bellezza che mi circonda. Scrivere queste mie prime 50 riflessioni, fra le quali forse ci sono delle vere poesie, (le più sono tematiche di vita espresse in modo descrittivo) mi ha permesso di conoscere meglio me stesso. Di potermi avvicinare con più consapevolezza a ciò che più sento dentro di me, a cercare di vedere meglio le cose della vita aprendo di più il mio orizzonte. Adesso mi sento di dire che il mio sogno è molto più concreto, è la realtà più viva di ogni mio giorno e poterlo condividere mi riempie di gioia».

Come scrive la prefatrice Pamela Michelis, la raccolta racchiude «tutta la delicatezza di un pensiero sincero, di una riflessione fatta con animo appassionato e gentile, capace di osservare il mondo che lo circonda con un occhio speciale, ma anche capace di vedere ciò che c’è oltre». («Guardo più in là – recita un testo – per trovare uno squarcio di cielo e gustare un istante infinito di serenità»).

L’autore è pieno di curiosità e di stupore verso il mondo, la natura, le stagioni. È il mondo degli uomini, questo mondo, che talvolta suscita perplessità. Non urla Antonio Forlani ma parla – e anche denuncia - sottovoce, seguendo uno stile controcorrente: «Quante ne diciamo – sostiene nella poesia “Parole” – quante ne sentiamo…troppe prive di senso». Ma la gente non solo spesso e volentieri parla senza prima pensare, ma è sempre più fredda, distante, immersa nei propri pensieri, nelle proprie preoccupazioni di una vita convulsa: «Sotto per strada tante gente che passa, cammina svelta frenetica, non si sofferma», «infilata dentro i propri baveri rialzati quasi fossero la prima linea di difesa»; persone «che si incrociano ma non si guardano, a volte disattente si urtano e in tal caso solo un cenno di disappunto più che di scuse. Non vedo persone che vogliano parlarsi, che cerchino di sorridersi».

Dalle poesie «affiora una gratitudine immensa per tutta una serie di piccoli attimi che tanto piccoli non sono poiché essi rappresentano gli elementi fondanti di una vita piena e ricca», continua Pamela Michelis che conclude così: «È un messaggio intenso quello che riscontriamo nella raccolta, un invito sincero a guardare tutto con occhi nuovi, a non indugiare su qualcosa che poteva essere, perché probabilmente quello che abbiamo è nettamente superiore, è il frutto delle nostre scelte, delle nostre possibilità, della nostra irripetibile vita».


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