Winter, uomo mannaro con un cuore di lupo

Winter, uomo mannaro
con un cuore di lupo

Abbuffate di zombi, cascate di vampiri, mutanti come se piovesse…e il lupo? Nella corrente maestra della fiction, il lupo è una presenza minoritaria.

Ma a riscattarlo dal rischio di estinzione adesso è arrivato Winter, il fumetto di Luca Tiraboschi, prima opera del progetto editoriale Ufo (Un fumetto originale). Ed in effetti, pur mescolando un mazzo di carte dai bordi logori, Tiraboschi (noto per il suo ruolo di direttore televisivo in casa Mediaset, scrittore e da sempre amante del fumetto) propone una storia con un linguaggio e una tecnica narrativa non banale e che si presta a letture diverse.

Tiraboschi ha inventato una società di lupi antropomorfi, un mondo segreto che vive nel cuore del monte Rushmore (la montagna dove sono scolpiti i volti giganteschi di quattro presidenti Usa), nascosto agli occhi degli uomini, anche se superiore per dotazioni tecnologiche e ambizioni. In questa realtà parallela e rovesciata l’uomo è schiavo-animale, alla mercé del padrone-lupo. Una società votata al culto lunare e governata dal Consiglio, un consesso di lupi-uomo dalle diverse qualità e caratteri che guida il popolo verso i suoi oscuri (almeno per il lettore) obiettivi. L’equilibrio salta quando Winter, uno dei consiglieri, scopre di essere un lupo mannaro alla rovescia, ossia diventa uomo. Una mutazione che porta il nemico direttamente in casa: da qui la fuga e la caccia per eliminare quella che rappresenta una pericolosa anomalia. O forse racchiude altri segreti che rischiano di minare la società dei lupi.

La storia di Winter è intrigante non solo nell’impatto grafico (i disegni di Massimo Noè e la colorazione sono di buon livello) ma per la reinterpretazione della figura del lupo - predatore per eccellenza e rappresentazione delle primordiali paure umane - capace di raffigurare un ibrido che... ci somiglia molto. Tiraboschi, con le dovute cautele di un’opera di fiction e senza scomodare le teorie del filosofo Thomas Hobbes sullo stato di natura, insinua il suo dubbio: attorno al tavolo di un consiglio d’amministrazione o di un governo, ci sono sì esperti, ammaliatori e creativi, ma in realtà dietro ogni dirigente c’è un lupo. Il lupo dell’individualità, dell’ego, pronto a mordere il prossimo per accrescere la sua sfera di potere.

Tiraboschi in sostanza usa la pelle del lupo per mostrarci antichi vizi umani. E così il fuggiasco Winter, incapace di nascondere la sua doppia natura, appare poco diverso dai suoi ex colleghi. Superbia, vendetta, tradimento e vanagloria umana hanno inquinato il mondo dei lupi di Winter, avvicinandolo pericolosamente a quello degli uomini. Ma nella fuga del lupo-uomo c’è anche spazio per la speranza, per l’avventura dei sentimenti, per il desiderio di pace e armonia, che sono il vero sogno segreto dell’autore. E certo anche di molti altri uomini-lupo lettori di fumetti.

Gianlorenzo Barollo

© RIPRODUZIONE RISERVATA