Rafforzare le difese? Con la dieta è possibile

Rafforzare le difese?
Con la dieta è possibile

È assai preziosa quella mediterranea, tipicamente antinfiammatoria e salutistica.

Rafforzare le difese immunitarie del nostro organismo serve a ridurre la possibilità di ammalarci. Un’azione e un comportamento che va portato avanti con costanza, tutti i giorni, da parte di giovani e meno giovani, prestando attenzione al nostro stile di vita che deve essere impostato, prima di tutto, su una sana alimentazione.

«Considerato che non disponiamo di grandi terapie per curare e vincere le malattie virali e che non esiste un singolo alimento base che sia in grado, da solo, di contrastarle – sottolinea il dottor Claudio Macca responsabile di Nutrizione clinica e Dietetica di Humanitas Gavazzeni Bergamo –, possiamo ottenere ottimi risultati solo se curiamo lo “stato nutrizionale” nel suo insieme, grazie a cui non solo un soggetto ben nutrito si ammala meno, ma esce anche con più facilità dalle infezioni contratte, soprattutto da quelle di natura virale».

Claudio Macca responsabile di Nutrizione clinica e Dietetica di Humanitas Gavazzeni

Claudio Macca responsabile di Nutrizione clinica e Dietetica di Humanitas Gavazzeni

Dottor Macca, cosa significa prestare attenzione al proprio “stato nutrizionale”?

«Significa non essere obesi o, al contrario, malnutriti e adottare uno stile alimentare sano, equilibrato, molto lontano dai gravi difetti delle “western diet”, le diete del mondo occidentale che sono basate, in genere, sul consumo di cibi trasformati come salumi, cereali raffinati, dolci, grassi alimentari, molti zuccheri, e che espongono il nostro organismo al rischio di malattie metaboliche, diabete, obesità e ipertensione arteriosa. Da questo punto di vista ci viene in soccorso, una volta di più, la Dieta Mediterranea, tipicamente antinfiammatoria e salutistica. Via libera quindi ad alimenti come frutta e verdura, pane e altri cereali, patate, fagioli, noci, semi, prodotti lattiero-caseari, pesce e, molto importante, l’olio d’oliva. E fa bene anche un po’ di vino a ogni pasto, alimento ricco di polifenoli che svolgono una preziosa azione protettiva».

La cura dell’alimentazione deve essere costante tutto l’anno o in inverno dobbiamo stare più attenti?

«In inverno dobbiamo stare un po’ più attenti perché in questa stagione il nostro organismo tende ad accumulare grasso che, oltre certi limiti, provoca diverse malattie. D’inverno si esce meno di casa perchè le temperature sono basse e, quindi, si riduce l’attività fisica all’aperto; oltre al fatto che il freddo inibisce la migrazione dei linfociti, le cellule che attivano le difese immunitarie, rendendo l’organismo più vulnerabile, soprattutto nei soggetti malnutriti per difetto o per eccesso».

Quali sono gli alimenti da consumare nei mesi invernali per aumentare la resistenza del nostro corpo?

«Al primo posto c’è l’olio di oliva extra vergine, cibo polifunzionale ricco di polifenoli e di sostanze naturali preziose per la nostra salute, come gli acidi fenolici, l’oleuropeina, il tirosolo, un fenolo con veri e propri effetti antinfiammatori. C’è poi il pesce, con i suoi grassi polinsaturi, e la frutta e la verdura con i composti fitochimici e fenolici. Le vitamine che ci proteggono dalle infezioni e che hanno proprietà anche antivirali sono la A, la E e la vitamina D. Le troviamo nei semi oleosi e in noci, mandorle, nocciole e legumi. La vitamina D, in particolare, è presente in uova, funghi, pesci grassi come il salmone, latte e latticini. È una vitamina molto importante, tanto che ultimamente si è visto che i pazienti più gravi in ambito di terapia intensiva e rianimatoria sono proprio quelli che hanno i livelli di vitamina D più bassi».

Spesso si pensa che i cibi che più piacciono meno fanno bene… è una verità?

«Ci sono alimenti che da una parte stuzzicano il nostro desiderio ma che dall’altra nuocciono al nostro organismo. Ma “a fare male non è l’abuso, ma l’uso”. Ciò che sembra paradossale non lo è: non è il mangiare un piatto di patatine fritte ogni tanto – chiamiamolo “abuso” – che ci fa ammalare, ma il loro consumo continuo, cioè l’uso, che, ripetuto nel tempo, provoca grossi problemi dal punto di vista metabolico e immunitario».


© RIPRODUZIONE RISERVATA