A 4 mila metri d’altitudine in Perù Dunia Algeri alla scoperta dell’alpaca
Dunia Algeri in Perù

A 4 mila metri d’altitudine in Perù
Dunia Algeri alla scoperta dell’alpaca

Due settimane trascorse in Perù a visitare l’allevamento di alpaca da cui importa la lana per produrre la sua collezione. Dunia Algeri, bergamasca 28enne, da due anni è a capo di una linea di maglieria da donna che porta il suo nome: lo scorso ottobre si è inerpicata a 4 mila metri, sopra il lago Titicaca, per scoprire come arriva in Italia quel gomitolo soffice che rende unico il lavoro ancora manuale delle magliaie che lavorano al suo progetto.

«Un viaggio interminabile mi ha portato da Lima ad Arequipa, per raggiungere le fabbriche dove la lana tosata si trasforma da grezza in gomitoli». Un processo di circa sei settimane: «Il cuore di questa operazione è nelle fasi iniziali – spiega Dunia -, quando artigiane locali distinguono al tatto la fibra di alpaca a quella più pregiata di baby alpaca: solo il 10% dell’animale». Per scoprire questo pezzo di mondo, da Arequipa Dunia si è spostata nella provincia di Azangaro: «A oltre 4 mila metri di altezza, nell’allevamento di 4.500 alpaca che solo una volta l’anno vengono tosati ancora a mano». La procedura dura pochi minuti e da ogni animale si ricavano circa 2 chili e mezzo di lana: «Quella lana viene poi lavorata: prima è lavata a mano, poi filata e tinta». Ancora tutti processi naturali, fino a quando viene esportata nel mondo, anche a Bergamo dove Dunia Algeri prosegue con la sua linea: «Fin dall’inizio ho creduto a questa idea, riallacciando i fili del passato, il mestiere della nonna, magliaia di Pedrengo negli anni ’60. Ora la mia collezione, pregiata e con una forte impronta stilistica, continua in laboratori di Bergamo, Firenze e Milano».

Nonna Giulia sfornava maglioni nel garage di casa, Dunia pensa alle prossime fiere di Parigi, Copenaghen e New York con la sua terza collezione «oltre a una capsule fatta a macchina che lanceremo a gennaio, con trame elaborate e a più colori». E ancora «Voglio trasmettere la bellezza delle cose fatte a mano, del passato che è ancora presente e sarà futuro». Un futuro internazionale grazie all’e-commerce e ai primi negozi che vendono la sua linea, in Svizzera e Germania: «Il prossimo anno dovrebbe permettermi di estendere la rete commerciale, continuando a valorizzare il fatto a mano, il pezzo unico, dall’altissima qualità». Il viaggio in Perù è servito: « A capire il dono della natura, l’attenzione al dettaglio, il valore della manualità e di una tradizione antica e bellissima».

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