Il marmo si può anche indossare Quello bergamasco diventa moda
Capo Fili Pari (Foto by (Foto Jessica Maio per Ila Malù))

Il marmo si può anche indossare
Quello bergamasco diventa moda

Indossare il marmo. Ci hanno pensato due ragazze che si sono inventate una membrana realizzata con la pietra recuperata anche dalla Bergamasca, in particolare dalla zona di Sovere, Endine e Zandobbio.

Ad avere avuto l’idea sono Francesca Pievani, originaria di Chiuduno, e Alice Zantedeschi, veronese 28enne. Insieme hanno creato Fili Pari, una realtà «nata dal desiderio di raccontare nuove storie dal sapore innovativo ed emozionale, ma unendo ricerca, progetto e creatività» spiega la bergamasca, 29 anni e con le idee molto chiare. Alice e Francesca si sono conosciute al Politecnico di Milano: entrambe si erano iscritte alla Triennale in Fashion Design, entrambe hanno proseguito con gli anni della Specialistica e hanno il pallino della moda da sempre. «Io ho preparato la mia tesi di laurea sul recupero del teflon nell’abbigliamento – spiega Francesca -, Alice si era indirizzata sul riutilizzo del marmo. Da quest’ultimo concetto, più nuovo, siamo partite».

Nasce così nel 2014 il brand Fili Pari: «Dalle ricerche messe in atto è nata la membrana Veromarmo, un microfilm indossabile, brevettato nel 2016, e contenente polvere di marmo». Come si realizza? Il marmo estratto viene polverizzato a una granulometria ben specifica e viene miscelato con delle resine e poi spalmato creando così una membrana molto sottile che viene accoppiata a diverse tipologie di tessuto: dal cotone alla lana, dal neoprene al tessuto tecnico in generale, a seconda delle esigenze stilistiche.

Brevetto e primi prodotti

«Grazie al brevetto siamo partite prima con una capsule sperimentale, mentre ora abbiamo realizzato una collezione con i primi cento pezzi». Quattro capispalla caratterizzati da una forte cura del dettaglio sia tecnica che stilistica: linee pulite ed essenziali, cuciture a mano dal sapore sartoriale e attenzione ai particolari.

Due i tipi di marmo utilizzati: il Rosso Verona, che dona ai capi un colore salmone brillante, e il marmo Ebano della zona di Endine, che rende il tessuto di colore grigio antracite. «Con quest’ultimo marmo abbiamo realizzato anche una consulenza tecnica sul materiale e un lavoro stilistico per il marchio Milano 140, realizzando una capsule collection di giacche maschili in marmo Nero Ebano» continua Francesca Pievani.

Da sinistra Alice Zantedeschi e Francesca Pievani, originaria di Chiuduno

Da sinistra Alice Zantedeschi e Francesca Pievani, originaria di Chiuduno

La produzione della membrana avviene in un’azienda di Verona, per la prossima collezione le due giovani stanno decidendo se confezionare i capi nel territorio di Bergamo o di Verona: «Stiamo facendo le ultime valutazioni in questi giorni, vogliamo comunque lavorare nel nostro territorio» sottolineano entrambe, scegliendo comunque una realtà con competenze tecniche molto sviluppate, data la particolarità del prodotto. «La membrana ideata è impermeabile, traspirante, antivento e ritardante di fiamma e il marmo ne dona il colore di base ed un effetto tattile gommato e morbido dato dalla presenza del carbonato di calcio che compone la pietra» spiega ancora Francesca.

Da freddo, pesante e statico, il marmo viene quindi reso leggero, caldo ed indossabile: «Il progetto è ancora all’inizio – continua la bergamasca -. Siamo partite con 20 mila euro, i nostri risparmi, e ora stiamo valutando un percorso che ci possa sostenere negli investimenti, anche grazie a un progetto che ci potrebbe inserire nelle nuove start-up italiane. Sicuramente il lancio ufficiale del brand avverrà il prossimo febbraio, quando saremo presenti in uno showroom milanese in concomitanza alla fiera White». In attesa di avviare la rete commerciale, «siamo in un concept di Brescia e in e-commerce sul sito filipari.com». Per la start-up, intanto, i presupposti ci sono: «Siamo giovani e la nostra produzione è completamente made in Italy, promuovendo la sostenibilità e la valorizzazione dei materiali, sempre all’insegna dell’innovazione».


Fabiana Tinaglia Giornalista de L'Eco di Bergamo

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