Modellare la linea con t-shirt e calze? Perofil lavora su circolazione e addominali

Modellare la linea con t-shirt e calze?
Perofil lavora su circolazione e addominali

Puntare su un prodotto tessile che spinga sulla moda ma che abbia anche effetti benèfici sulla salute nella vita quotidiana.

Perofil parte da qui per il nuovo anno e al Pitti Uomo, da martedì 12 al 15 gennaio a Firenze, si presenta con una linea innovativa: «Si chiama Control Body e in collezione ci sono tre prodotti: una t-shirt, un boxer e una calza. I modelli sono frutto della ricerca del nostro ufficio tecnico interno - spiega Monica Moscheni, responsabile marketing dell’azienda di via Zanica, a Bergamo -. A fare la differenza sulla salute e il benessere è l’uso di un cotone trattato ad alta elasticità grazie alla presenza di elastomeri 3D a doppia forza». Una lavorazione testata e che ora si appresta a essere brevettata: «Dalle nostre ricerche le performance garantite non sono comparabili a nessun prodotto europeo», dice Alberto Perolari, amministratore delegato.

Per arrivare a questa linea, Perofil è in campo da oltre un anno: «Abbiamo fatto ricerca analizzando in particolare il mercato americano: negli Stati Uniti da molto tempo hanno sviluppato linee apposite che migliorano la circolazione corporea e modellano la linea – continua Monica Moscheni -. Il nostro lavoro permette quindi di parlare di confort modellante: con questi capi aiutiamo a modellare la muscolatura, sostenendola e appiattendo i gonfiori addominali. Il tutto invisibile sotto agli abiti». Elementi che si mixano al discorso stilistico: «In particolare il prodotto calza – continua Moscheni – è stato ideato con una variazione di pressione per aumentare il flusso del sangue e quindi apportare più ossigeno nelle gambe, riducendone il gonfiore». Un progetto importante che va di pari passo a tutto il lavoro sulla collezione Perofil, marchio storico per l’azienda e core business: «Perofil cresce, nel 2015 del 10%, e con queste novità puntiamo ad allargare ancora di più la diffusione sul mercato europeo del nostro intimo, oltre all’incremento della produzione della linea di abbigliamento casual da uomo», commenta Alberto Perolari, che sottolinea l’importanza anche di una produzione che guarda il più possibile al made in Italy: «I tessuti della linea Control Body sono italiani e le calze sono prodotte in un maglificio del Milanese, in cotone, poliammide ed elastan».

Con Perofil, l’azienda è proprietaria anche di Luna di Seta: «Anche questo brand è in crescita del 18%: qui parliamo di lingerie più tradizionale, all’insegna di ricami, sete e uno stile di altissimo livello che ci ha portato nei department store più importanti del mondo». Con una soddisfazione recentissima: «Siamo stati selezionati dalla catena di negozi di lingerie Be-chic in Cina, di proprietà del gruppo Aimer. Qui siamo in 15 negozi: grande apprezzamento dello stile italiano – commenta Perolari –. Luna di Seta continua a crescere in Italia, Francia, Inghilterra e Russia».

Poi c’è il mondo licenze con Zegna, in fase di trattative data la sua imminente scadenza, e la nuova licenza Bikkembergs su cui Perofil punta molto: «Dopo un anno dalla firma del contratto, il lavoro è ancora tanto da fare, spingendo su un target giovane, una moda più sportiva e casual, osando con le fantasie e i colori», continua Perolari. Da qui un’idea dell’ufficio stile di via Zanica e una produzione tutta bergamasca: un modello di boxer con l’elastico che si carica con la luce durante il giorno e s’illumina con il buio. «Fornitore di questo accessorio fluo è la Nastrotex di Covo: un’idea nuova per dare un taglio sempre innovativo a questo marchio», commenta Perolari. Il 2015 si è chiuso con 19 milioni di fatturato: «L’anno terminato ha richiesto nuovi investimenti e nuove risorse, anche di personale: le previsioni sono consolidare quanto raggiunto, puntando sempre di più alla ricerca e allo sviluppo che, abbinati al made in Italy, alla nostra storia e al nostro stile, fanno la vera differenza su un mercato sempre più competitivo», dice Perolari che con questa filosofia va al Pitti: «Spingeremo su nuovi contatti internazionali, credo che il miglior biglietto da visita sarà l’innovazione fatta sul prodotto per la quale investiamo ogni giorno molto del nostro lavoro di squadra».


Fabiana Tinaglia Giornalista de L'Eco di Bergamo

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