Caravaggio, uccise un ladro
I giudici lo assolvono anche in appello

Angelo Cerioli, 56 anni, è stato assolto per la seconda volta dall’accusa di omicidio.

Caravaggio, uccise un ladro I giudici lo assolvono anche in appello

Il commerciante di macchine da giardino di Caravaggio, che il 25 novembre 2012 aveva ucciso con due colpi da pistola un ladro di nazionalità romena, Dimitru Baciu, mentre quest’ultimo stava compiendo un furto nel suo negozio, è stato riconosciuto innocente dalla corte d’Assise d’appello Brescia: i giudici hanno respinto l’appello presentato dal pm e dalle parti civili sulla sentenza di assoluzione emessa dal tribunale in primo grado. Esprime grande soddisfazione l’avvocato Davide Mancusi che, insieme al professor Angelo Giarda, si sono occupati della difesa di Cerioli. Soprattutto perché, a suo dire, «la sentenza della corte d’Assise di appello potrebbe mettere la parola fine a questa vicenda drammatica».

Improbabile che ci possa essere anche un ricorso in Cassazione. Per saperlo bisognerà attendere 45 giorni, che scatteranno dopo che i giudici di Brescia avranno depositato le motivazioni della sentenza (hanno tempo 90 giorni). L’ipotesi è che ricalcheranno quelle della sentenza di primo grado, che avevano riconosciuto a Cerioli di avere agito per proteggere la sua famiglia e proprietà e di non aver sparato pensando che potesse uccidere. La notte del 25 novembre 2012 il commerciante di Caravaggio era stato svegliato da un ladro che, colpendo con una mazza la vetrina, stava cercando di introdursi nel suo negozio da cui poi sarebbe potuto accedere all’abitazione, che si trova al piano superiore.

Dopo aver detto ai familiari di chiamare il 112, aveva impugnato una pistola regolarmente detenuta e sparato due colpi dalla finestra di casa. Come stabilito dal tribunale di primo grado, Cerioli, per intimorire il ladro aveva sparato in direzione opposta, verso il piazzale d’esposizione delle piscine dove ignorava che avrebbe potuto colpire Baciu, che in quel momento stava fuggendo: «La corte d’Assise d’appello – spiega ancora l’avvocato Mancusi – potrebbe anche motivare diversamente la sua sentenza. I fatti comunque sono chiari: Cerioli ha sparato unicamente per scongiurare il rischio che potesse accadere qualcosa alla sua famiglia».

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