Treviglio, si apre la Porta Santa: al via l’anno del Giubileo

I 500 anni del Miracolo: previsti 12 mesi di eventi religiosi e civili. Mons. Donghi: ci farà capire che nessuno è solo. Imeri: rilancio anche economico.

Treviglio, si apre la Porta Santa: al via l’anno del Giubileo

Oggi è una data storica per la città di Treviglio. Alle 16 verrà infatti aperta la Porta Santa: evento che darà il via alle celebrazioni dell’Anno Santo, in occasione del cinquecentesimo anniversario del miracolo della Madonna delle Lacrime che, il 28 febbraio del 1522, salvò l’allora borgo trevigliese dalla distruzione minacciata dall’esercito guidato dal generale francese Lautrec. Alle 16 in Santuario sarà celebrata una Messa presieduta da monsignor Erminio De Scalzi, abate emerito della basilica di Sant’Ambrogio a Milano e vescovo ausiliare dell’arcivescovo Mario Delpini. La celebrazione sarà per l’appunto introdotta dal breve rito dell’apertura della Porta Santa: si terrà all’esterno del Santuario, sul sagrato, e sarà accompagnato dal suono della tromba del Giubileo. Sarà anche l’avvio per la città di un intero anno di eventi religiosi e civili, in un connubio di gratitudine verso le lacrime salvifiche di Maria, valori ancora ben saldi a cinque secoli dal pianto miracoloso. Per l’occasione Papa Francesco ha concesso, da oggi e fino al 1° gennaio 2023 l’indulgenza plenaria: l’Anno Santo trevigliese durerà infatti 401 giorni.

E sarà un anno di festa per tutta la città: il palinsesto delle attività di celebrazione laiche si aprirà a partire dal 28 febbraio prossimo e si chiuderà con la fine dell’anno. Il mese di febbraio sarà esclusivamente dedicato alla celebrazione religiosa del Miracolo. La Comunità pastorale ha nel contempo già programmato diversi appuntamenti: «giubilei» che, da oggi, si svilupperanno lungo tutti i 13 mesi e che coinvolgeranno tutta la città, con le specifiche categorie. «Nel 1522 la Madonna non pianse con una lacrimuccia sola, ma per ore, affinché tutti potessero vedere – sottolinea il parroco, monsignor Norberto Donghi –. È una delle particolarità del Miracolo trevigliese: a differenza di altri casi, nei quali le apparizioni di Maria furono riservate a poche persone, qui la Madonna pianse davanti a una città. Ecco perché, da 500 anni, la celebra tutta la città. La radice della festa del cinquecentenario è spirituale, religiosa, ma sarà una festa per tutta la città. E lanno santo è un’occasione per ricordarci che nessuno è solo, nessuno vive da solo, nessuno è un’isola, nel bene e nelle difficoltà».

«Ai vari giubilei affiancheremo incontri e convegni – sottolinea il sindaco Juri Imeri –: per questa occasione energie e risorse sono canalizzate in un unico coordinamento. Sarà anche un’occasione per il rilancio dell’economia che, per fortuna, sta tenendo e tiene, ma ha sempre bisogno di iniezioni». Del «Comitato Treviglio ’22» fa parte anche il presidente della Cassa rurale Giovanni Grazioli: «Sarà un anno di grande attenzione alla spiritualità: ne abbiamo bisogno tutti. Ma anche di attenzione alla promozione della città. È un’opportunità storica: auspico un senso di partecipazione che si allarghi a tutti, perché il nostro territorio venga percepito a livello nazionale».

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