Cocktail, oceano e famiglia: Manola da Zanica al sole di San Diego

LA STORIA. Manola Cereda, partita per imparare l’inglese, ha trovato l’amore ed è nata la piccola Grace Gemma. Gli studi all’alberghiero di Nembro e poi il Pacifico.

Prendete il rigore di una scuola alberghiera a Nembro, l’adrenalina di una stagione tra i tavoli della Sardegna, aggiungete un pizzico di nebbia londinese e completate il tutto con un tramonto infuocato che si tuffa dritto nell’Oceano Pacifico. Se shakerate con cura questa miscela di vita, il risultato ha il nome e il sorriso di Manola Cereda, trentatreenne di Zanica, che ha trasformato il mondo nel proprio bancone da bar e che oggi vive e lavora in California, a San Diego, da ormai 6 anni. La sua non è una storia di fughe malinconiche, ma di una curiosità elettrica, di quelle che ti spingono a mettere la vita in valigia non perché manchi qualcosa a casa, ma perché fuori c’è troppo da imparare.

L’energia contagiosa

«Sono nata a Bergamo e cresciuta a Zanica, e fin da subito ho capito che la mia strada sarebbe stata legata al movimento e al viaggio», racconta Manola con l’energia contagiosa di chi ha visto il sole sorgere su troppi orizzonti diversi per sentirsi mai stanca. «Ho frequentato l’alberghiero a Nembro per cinque anni proprio con questa idea fissa: volevo un mestiere che fosse una chiave universale, qualcosa che mi permettesse di lavorare e spostarmi con facilità ovunque nel mondo. Mi sono diplomata nel 2012, mi sono specializzata in sala bar e ho frequentato corsi di mixology perché il bancone è un palcoscenico perfetto per chi ama stare tra la gente. Ho iniziato a girare l’Italia prestissimo, già dalla terza superiore, facendo le prime stagioni. Venezia, Torino, Verona, persino Ibiza. E poi la Sardegna, a Santa Teresa di Gallura. Dovevo restarci tre mesi, sono rimasta tre anni. Ma sentivo che il mio inglese era ancora troppo “bergamasco” e che per diventare davvero internazionale dovevo fare il salto vero».

Il salto, quello che ti toglie il respiro per un attimo, avviene nel 2019. Prima Londra, vissuta come un banco di prova come ragazza alla pari, per testare la propria resistenza lontano dagli affetti. Poi, nel gennaio 2020, la decisione di alzare l’asticella e volare oltreoceano: San Diego, California. Manola parte sola, ancora come ragazza alla pari, carica di una curiosità infinita, con l’obiettivo dichiarato di imparare la lingua e capire se quell’America dei film, fatta di spazi immensi e possibilità illimitate, fosse reale o solo un’illusione cinematografica. Non poteva sapere che, di lì a poco, il mondo intero si sarebbe fermato per la pandemia e che la sua permanenza negli Stati Uniti si sarebbe trasformata in una trama degna di un romanzo d’amore contemporaneo, capace di riscrivere ogni sua priorità.

Senza limiti

«L’America mi ha insegnato una lezione fondamentale: tutto è possibile se hai il coraggio di immaginarlo. In California puoi passare dall’oceano al deserto, dalla neve delle montagne al sole delle spiagge in poche ore di auto. È un Paese che ti spinge a non porti limiti», prosegue Manola, descrivendo un paesaggio che sembra riflettere la sua stessa voglia di fare.

«Sono arrivata come “au pair”, pronta a prendermi cura dei bambini di un’altra famiglia per migliorare la lingua, ma la vita aveva deciso di rimescolare tutte le carte. Mancavano solo sei mesi alla fine del mio programma quando ho conosciuto Jake. È stato un incontro fulmineo, uno di quelli che cambiano la direzione del vento. Ci siamo sposati dopo soli 6 mesi, l’8 dicembre 2021. All’inizio non è stato tutto rose e fiori: la “miscommunication” era un ostacolo quotidiano. Due culture diverse significano modi diversi di intendere i silenzi, le parole, persino i gesti più semplici. Ma abbiamo imparato a costruire un linguaggio nostro, un ponte fatto di pazienza, risate e una costante voglia di venirci incontro».

«Quando guardo Jake e Grace Gemma, so che questo è il mio posto nel mondo, il luogo dove la mia curiosità ha finalmente trovato una casa»

Oggi la quotidianità di Manola a San Diego ha il ritmo rassicurante e vibrante di una nuova normalità conquistata con determinazione. Lavora in un ristorante italiano, dove la sua formazione orobica nell’accoglienza, nel servizio e nella conoscenza dei prodotti diventa un valore aggiunto, un filo sottile che la tiene legata alle sue radici mentre serve un calice di vino a migliaia di chilometri da casa. Ma il cuore della sua nuova vita è la famiglia che ha saputo costruire con Jake. Il 3 novembre 2025 è nata la piccola Grace Gemma, il tassello che ha dato un senso definitivo a tutto questo girovagare. Insieme a loro c’è Ronnie, un golden retriever di tre anni che corre instancabile sulle spiagge dove Manola ha imparato una delle discipline più iconiche della West Coast: il surf.

I tramonti migliori

«Ho imparato a cavalcare le onde e a godermi i tramonti migliori in assoluto, quelli dove il cielo sembra prendere fuoco sull’acqua», racconta con una punta di orgoglio. «Vivere qui ti cambia profondamente la prospettiva sulle cose. Ho imparato a non limitarmi mai, a dare la priorità assoluta alle relazioni umane piuttosto che all’accumulo di oggetti materiali. La California ti modella, ti insegna a essere aperta ai cambiamenti improvvisi e a non aver paura dell’ignoto. Certo, ci sono momenti in cui l’Italia mi manca in modo lancinante. Mi manca il cibo vero, quello che ha il sapore di casa, mi manca il vino dei nostri colli, ma soprattutto mi mancano i miei genitori, le mie sorelle e la mia nonna. Eppure, quando guardo Jake e Grace Gemma, so che questo è il mio posto nel mondo, il luogo dove la mia curiosità ha finalmente trovato una casa».

«A volte è proprio perdendosi lontano da casa che si finisce per trovare se stessi»

C’è un senso di pienezza vitale nel racconto di Manola, una mancanza totale di quel rimpianto che spesso appesantisce il cuore di chi vive lontano dalla propria terra. La sua Bergamo non è un ricordo sbiadito, ma un bagaglio di competenze, valori e quella tipica operosità bergamasca che lei spende ogni giorno tra i tavoli di San Diego e nelle lunghe camminate sulla costa. «Partire richiede coraggio, inutile negarlo, perché significa accettare di essere vulnerabili in un posto che non ti appartiene ancora», conclude Manola, mentre osserva l’Oceano che ormai è diventato lo sfondo della sua nuova vita. «Ma a volte è proprio perdendosi lontano da casa che si finisce per trovare se stessi. Sono partita come ragazza alla pari con una valigia piena di sogni e la voglia di imparare l’inglese, e ho finito per costruire una vita intera, un amore solido e una splendida bambina. Da Zanica alla California sembra un viaggio impossibile, una distanza incolmabile, ma se lo fai seguendo il ritmo delle tue passioni, ti accorgi che ogni tappa era necessaria per arrivare qui».

Il cocktail di Manola McAllister è finalmente servito, ed è una miscela perfetta: una base solida di pragmatismo bergamasco, un’abbondante dose di spirito d’avventura americano e una guarnizione di tramonti infuocati sul Pacifico. Pronto per un brindisi a chi, come lei, ha capito che i confini sono solo linee immaginarie che aspettano di essere superate, preferibilmente con una tavola da surf sotto il braccio, un sorriso aperto al futuro e la consapevolezza che, ovunque si vada, si porta sempre con sé un pezzetto di quella terra tra i fiumi e le montagne che ti ha insegnato a camminare.

Bergamo senza confini

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