Da Petosino a Madrid: Guendalina Bolis ha conquistato la finanza spagnola

LA STORIA. Direttrice investimenti di Abanca, è stata finalista ai FundsPeople Awards 2023 e 2024. Condivide con il compagno Miguel la passione per storia e culture.

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Il tempo, a volte, si misura con la precisione di un orologio svizzero, altre con la vertigine di un salto nel vuoto. Per Guendalina Bolis, il confine tra la giovinezza e la maturità è coinciso esattamente con un volo di sola andata. Era l’11 settembre 2006, l’ultimo giorno prima di compiere trent’anni. Mentre il mondo ricordava ferite collettive, lei stava curando la propria metamorfosi: un’ultima follia da «ventenne» – così si era detta – per non scivolare nel già visto, per non farsi bastare la rassicurante geometria di una carriera già avviata tra Bergamo e Milano. Da Petosino, dove è nata e cresciuta, a Madrid, dove vive ancora oggi, senza al tempo parlare una parola di spagnolo, senza conoscere nessuno, con la sola bussola di chi ha sempre preferito i numeri alle parole, perché i numeri non mentono, hanno un’onestà intrinseca che non ha bisogno di traduzioni.

La partenza per Madrid

«Sono partita l’11 settembre 2006, proprio l’ultimo giorno prima di compiere 30 anni. Lo sentivo come un limite, l’ultima occasione per fare una pazzia prima che la vita diventasse una

«All’inizio pensavo di fare l’auditrice, poi la passione per i mercati finanziari ha preso il sopravvento. Quando mi sono trasferita a Madrid, viaggiavo già tre settimane al mese per lavoro come analista finanziaria, visitando fornitori in ogni angolo del globo»

cosa troppo seria. All’epoca lavoravo a Milano per una società di gestione del risparmio, Eurizon, ma sentivo il bisogno di cambiare. C’era una fusione in corso, avevo chiesto di andare a Parigi, ma non hanno voluto. Poi è arrivata la chiamata da Madrid. Non c’ero mai stata, non sapevo nulla della città, ma ho detto di sì. È stato il mio modo di festeggiare il compleanno: regalandomi un altrove». Guendalina ha costruito la sua storia pezzo dopo pezzo, partendo da quella laurea in Economia e Commercio a Bergamo con indirizzo in mercati finanziari. È una donna di numeri, lei, abituata a guardare il mondo attraverso la lente del rischio, del rendimento, della gestione di patrimoni che sono, in fondo, sogni altrui messi al sicuro.

I riconoscimenti internazionali

A Petosino ha lasciato le radici, a Milano ha fatto la gavetta per sei anni, ma è in Spagna che ha trovato il suo centro di gravità permanente. Oggi è una delle figure di punta della finanza spagnola, nominata per due anni consecutivi (2023 e 2024) tra i finalisti di FundsPeople nella categoria Miglior Direttore Generale di Società di gestione con patrimonio inferiore ai 5 miliardi di euro, una di quelle carriere che si leggono nei libri di management ma che lei racconta con la semplicità di chi ha solo seguito un’inclinazione naturale. «A Bergamo ho studiato economia perché mi è sempre piaciuta la matematica. All’inizio pensavo di fare l’auditrice, poi la passione per i mercati finanziari ha preso il sopravvento. Quando mi sono trasferita a Madrid, viaggiavo già tre settimane al mese per lavoro come analista finanziaria, visitando fornitori in ogni angolo del globo. Ero abituata a muovermi, ma vivere in un posto nuovo è un’altra cosa. All’inizio è stato un impatto forte, ma Madrid ti accoglie, ha una vitalità che ti trascina. Qui la finanza ha un respiro internazionale, ti permette di misurarti con realtà che in Italia, forse, restano più confinate».

Il successo professionale di Guendalina non è stato un evento improvviso, ma una sequenza di mosse ponderate, come una partita a scacchi giocata contro la pigrizia dell’abitudine. La nomina a Direttore Generale e il riconoscimento come uno dei migliori profili nel settore della gestione patrimoniale sono il risultato di una disciplina quasi scientifica. «Oggi, dal 2024 sono a capo dell’ufficio investimenti per Abanca, che è tra le prime 7 banche spagnole e sono molto contenta del mio ruolo e lavoro». Eppure, dietro la rigidità delle tabelle e dei bilanci, pulsa un’anima da esploratrice.

L’amore per Miguel

Se Madrid è la sua base, il mondo è il suo ufficio, e la storia antica la sua vera ossessione. Perché chi si occupa di futuro - come fa un gestore di investimenti - sente spesso il bisogno di affondare le mani nel passato più remoto per ritrovare l’equilibrio. «Mi piace tantissimo viaggiare. Oltre all’Italia e al Messico (Paese natale del mio compagno Miguel), ci ritagliamo sempre del tempo per scoprire il mondo. Sono stata in Egitto otto volte, sono affascinata dalle culture antiche. Voglio capire come sono state costruite le piramidi, voglio studiare i Maya, capire cosa pensavano. Siamo stati in Iran, in India. La curiosità è quello che mi fa muovere, è lo stesso istinto che mi ha portato via da Milano vent’anni fa. Mi piace studiare, capire le radici dei popoli, vedere come la bellezza resiste al tempo. In viaggio sono io quella che scatta foto, che cerca di fermare l’istante». C’è un triangolo geografico e sentimentale che definisce la vita di Guendalina: Bergamo, Città del Messico, Madrid.

Al centro c’è Miguel, il suo compagno da oltre dodici anni, messicano di origine ma europeo d’adozione. La loro casa è un esperimento di diplomazia quotidiana, dove le tradizioni si mescolano e i chilometri si annullano. Madrid, per loro, è la terra di mezzo, il luogo dove due

«Miguel è messicano, io italiana, viviamo in Spagna. Quando la gente mi chiede come facciamo, rispondo sempre che la Spagna è il perfetto punto di incontro»

identità così forti e lontane possono convergere senza annullarsi. Una sintesi perfetta tra l’energia vulcanica del Messico e la solidità bergamasca. «Miguel è messicano, io italiana, viviamo in Spagna. Quando la gente mi chiede come facciamo, rispondo sempre che la Spagna è il perfetto punto di incontro. Dobbiamo conciliare le visite alla suocera messicana con quelle ai suoceri italiani, ma non è mai stato un problema. Miguel è il mio compagno di viaggio ideale, condividiamo la stessa sete di conoscenza. Madrid è diventata la nostra casa, ma il legame con Petosino resta fortissimo. Torno spesso, vedo i miei genitori e le mie sorelle. Grazie ai voli frequenti, non mi sento mai davvero lontana. Anche se mi perdo qualcosa della quotidianità, riesco a esserci per i momenti che contano».

Il futuro sull’Atlantico

Il futuro, per Guendalina, non ha i contorni del ritorno. Bergamo è il luogo dell’anima, la terra dei genitori e dei ricordi, ma la sua traiettoria continua a puntare altrove. Non è una fuga, è una scelta di libertà. La carriera nel risparmio gestito è un motore che continua a girare a pieni giri, e la sua società ha sedi in tutta l’Unione europea, lasciando aperta la porta a nuovi trasferimenti, nuove sfide, nuovi numeri da ordinare. Ma se le chiedi dove si vede tra vent’anni, la risposta non è una banca d’affari, ma una scogliera affacciata sull’Atlantico. «Tornare a vivere in Italia? No, non credo succederà. Magari non resterò per sempre a Madrid, sono disponibile a spostarmi ancora se ci saranno nuove opportunità interessanti in Europa, perché sono curiosa e mi piace vivere cose nuove. Ma il mio progetto per la vecchiaia è un altro. Vorrei, vorremmo con Miguel, andare in pensione in Portogallo, a Porto. È una città che sento molto mia, ha una luce speciale. Sto già imparando il portoghese per non farmi trovare impreparata. È la mia prossima frontiera».

Guendalina Bolis è la dimostrazione che l’economia non è solo una scienza fredda, ma può essere il supporto per una vita vissuta con audacia. Da Petosino a Madrid, passando per le piramidi di Giza e i mercati finanziari, la sua è una storia di confini superati con la naturalezza di chi sa che l’unica vera sicurezza è la propria capacità di cambiare.

Bergamo senza confini

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