Daniele, 30 anni: a Stoccolma traccia i percorsi di arrampicata tra le vette svedesi
Daniele Stucchi, 30 anni, durante una esercitazione di arrampicata

Daniele, 30 anni: a Stoccolma traccia i percorsi di arrampicata tra le vette svedesi

Da tre anni vive e lavora in Svezia: la tecnica ereditata in famiglia, i primi passi grazie al Cai di Bergamo. «Qui per amore, ma la mia passione è diventata un mestiere».

«Ho la passione per l’arrampicata e le montagne fin da quando ero bambino, grazie a mio papà Enrico. Iniziata con piccole escursioni che man mano sono diventate sempre più impegnative, specialmente facendo scialpinismo. Durante l’adolescenza, poi, la vera passione e dedizione per l’arrampicata trova supporto con mio zio Davide, mentore e istruttore. Da qui si inizia con piccoli raduni (gare amatoriali) e fondamentalmente arrampicando all’aperto nelle nostre falesie di casa, nella Bergamasca, e con escursioni in falesie rinomate del Nord Italia».

Daniele Stucchi, 30 anni, originario di Romano di Lombardia, racconta così la sua voglia di scalare sempre più su, sulle vette dei monti, come nella vita, che lo ha condotto da ormai 3 anni a Stoccolma, dove attualmente vive e lavora. «Con gli anni, poi, quando vivevo a Romano di Lombardia, dove ho abitato per 26 anni, sono passato, con un coinvolgimento diretto, per la realizzazione della palestra di arrampicata del Cai di Romano, punto di aggregazione e di importanti amicizie. Con il Cai ho avuto anche la possibilità di imparare la gestione e la promozione di corsi di arrampicata, nonché la gestione della palestra e la tracciatura. Sono passato poi anche alla realizzazione di circuiti di gare amatoriali Boulder tra le province di Bergamo e Brescia, con l’aiuto di un caro amico, Riccardo, senza il quale non sarebbe stato possibile».

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