Elisabetta, ChiefLeader in un Grand hotel a  Innsbruck

Elisabetta, ChiefLeader
in un Grand hotel
a Innsbruck

Una passione per i viaggi, alla scoperta del mondo, che è iniziata presto, all’età di 17 anni. Così Elisabetta Confalonieri, oggi 24enne, originaria di Nese, frazione di Alzano Lombardo, oggi vive in Austria, ad Innsbruck, dove lavora come Chief Leader al Grand Hotel Europa.«Sono partita già un paio di volte – esordisce la giovane – per stabilirmi per un certo periodo di tempo in un paese estero. La prima partenza risale all’anno 2012 quando, a diciassette anni, dopo essermi candidata per frequentare all’estero il quarto anno delle superiori con Intercultura, ricevetti la tanto attesa telefonata di un volontario dell’organizzazione che mi offriva un posto alla Roskilde Katedralskole nell’omonima città di Roskilde, vicino a Copenaghen in Danimarca» racconta.

«Allora frequentavo l’Isis Oscar Romero di Albino. Nonostante qualche difficoltà, quell’anno si è rivelato essere uno dei più belli della mia vita, quello che ha aperto la strada a tutti gli anni a seguire e alle partenze successive. Vissi con una famiglia danese per un intero anno, conobbi ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo e strinsi legami che tutt’oggi rimangono saldi nonostante la distanza. Imparai pure il danese, migliorai l’inglese e perfezionai lo spagnolo con le amiche colombiane Alma e Natalia. Ovviamente è impossibile riassumere in poche righe come quell’anno mi abbia cambiato, ma ricordo ancora l’immagine che i volontari di Afs Intercultura fecero a me e ad altri ragazzi, prima di partire, per spiegare cosa sarebbe successo da quel giorno in poi. Disegnarono un acquario per rappresentare il mondo che ci circondava prima della partenza, all’interno del quale nuotavamo noi, pesci abituati a vedere le stesse alghe e gli stessi sassi. L’anno all’estero avrebbe rappresentato il mare aperto in cui ci saremmo tuffati per nostra scelta, curiosi di vedere cosa ci fosse oltre le pareti dell’acquario. Di primo impatto ci saremmo sentiti come “pesci fuor d’acqua”, in un ambiente totalmente diverso; con il tempo ci saremmo abituati e avremmo goduto della nuova libertà fino a che un giorno saremmo tornati all’interno dello stesso acquario, memori della grandezza e della diversità del mare aperto e consapevoli di cosa ci avrebbe atteso se di nuovo avessimo osato uscirne».

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