A Bergamo c’è fame di alloggi: 35 a bando, sono 777 le richieste

A Bergamo l’offerta di alloggi pubblici non riesce a stare dietro alla domanda.

I numeri dell’assessore all’Edilizia residenziale pubblica Marzia Marchesi danno il quadro nudo e crudo: «Al primo bando del 2021 il Comune ha messo a disposizione 35 alloggi: sono arrivate 777 richieste» . Se si aggiungono i dati del bando Aler dello stesso periodo, il disagio acquista contorni ancora più ampi: oltre mille le domande raccolte per 89 alloggi messi a gara.

Dopo la pubblicazione delle graduatorie, ora gli uffici di Palafrizzoni stanno facendo i controlli amministrativi per procedere all’assegnazione. «Entro fine anno pubblicheremo un secondo bando, con altri dieci alloggi», annuncia Marchesi che invita a tenere in considerazione, quando si parla di politiche abitative, «non solo gli aspetti legati alle “mura”, ma anche quelli relazionali, che vanno curati. Pensiamo ai rapporti di vicinato e al loro equilibrio quando si inseriscono nuovi inquilini, magari famiglie con bambini, in contesti di soli anziani». Tanti gli attori in campo (da Palafrizzoni, coinvolto con più assessorati, all’Aler e all’Ambito, fino alle Fondazioni, il Terzo settore e i grandi proprietari). Un’occasione per un miglior coordinamento degli interventi è il Piano triennale della casa, che il Comune dovrà predisporre entro fine anno. «Uno strumento utile per monitorare domanda-offerta e soprattutto per farle incontrare», auspica l’assessore.

Il patrimonio

Il Sap (Servizio abitazioni pubbliche) del Comune gestisce, in convenzione con Aler, 968 alloggi, di cui 16 Sas (servizi abitativi sociali) e 18, tutti in via Lenzi a Grumello del Piano, tra canone moderato e locazione temporanea. «Attualmente – precisa Marchesi – dei 968 alloggi di proprietà del Comune, 800 sono occupati. Gli altri sono in attesa di sistemazione: man mano che vengono recuperati, saranno messi a bando, come prevede il nuovo regolamento regionale».

Entro quando sarà recuperato l’intero patrimonio comunale? «Tutte le abitazioni saranno assegnate – assicura l’assessore – ma è difficile che i 968 alloggi vengano occupati contemporaneamente, per il turnover degli inquilini. Quando gli alloggi si liberano, prima di riassegnarli vanno sistemati».

I meccanismi

L’attuale regolamento regionale (in corso di verifica), oltre a prevedere bandi separati per Comune e Aler, in base alle rispettive disponibilità di alloggi, stabilisce inoltre che le graduatorie non restino in essere ma vadano rifatte ogni volta; che le domande possano essere inoltrate solo on line e che vengano ammessi solo i richiedenti che abbiano caratteristiche idonee per gli alloggi messi a bando. «Per intenderci – fa un esempio l’assessore – se la domanda è di un single e a disposizione c’è un pentalocale non può essere assegnato; come, viceversa, se la domanda arriva da un nucleo numeroso e disponibile c’è solo un alloggio di pochi metri quadri». L’altro nodo riguarda la quota fissa del 20% di alloggi che deve essere assegnata agli indigenti. «Stando agli ultimi dati dei Servizi sociali – fa il punto Marchesi – in città sono almeno 200 le persone indigenti. Applicando la quota del 20%, dei 35 alloggi messi a bando solo 7 spetta quindi a questa categoria: 193 sono quindi rimasti in grossa difficoltà». Il «problema casa», non lo nasconde l’assessore, «è serio anche a Bergamo. L’obiettivo è coordinare sempre meglio i diversi attori che si occupano di politiche abitative per evitare di avere appartamenti vuoti e darli a chi ne ha bisogno». Il 30 settembre ci sarà anche il secondo scaglione dello «sblocco», per chi era stato messo sotto sfratto nella prima fase dell’emergenza sanitaria.

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