Ascom: «Gli estivi non andavano fatti»
Comune di Bergamo: «Scelta condivisa»

Fusini (Ascom): «L’avevamo chiesto ad aprile, ma in città il Comune ha tirato dritto». Palafrizzoni: «La proposta è stata condivisa con le associazioni. Per aiutare il settore individuati 25 dehors».

Il settore della ristorazione bergamasco è in crisi. Pur avendo riaperto la maggior parte di bar e ristoranti, il 77% delle realtà dichiara di perdere, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, tra il 50 e l’80% del fatturato. «Sono numeri da guerra» commenta Oscar Fusini, direttore di Ascom Bergamo che ha condotto questa indagine su una quota rappresentativa dei suoi associati, e punta il dito sugli estivi, che soprattutto in città, sostengono, tolgono clienti a un settore in crisi profonda. La questione non è nuova: «L’equilibrio era già molto difficile - ribadisce Fusini - con i ristoranti che faticavano a reggere la presenza di estivi sempre più lunghi, e osservando l’andamento degli anni scorsi era prevedibile che sarebbero venuti al pettine alcuni nodi».

Eccolo dunque il bandolo della matassa per Ascom, gli estivi quest’anno non si dovevano fare in modo da agevolare gestori e ristoratori già provati da più di due mesi di chiusura. Per questo stesso motivo l’associazione aveva inviato una lettera il 23 aprile scorso a tutti i comuni della Bergamasca invitandoli ad annullare estivi, sagre e feste all’aperto per non peggiorare la situazione lavorativa di bar e locali in tutta la provincia. «Ricordo che anche con Fipe, l’associazione nazionale, si è tentato di instaurare un dialogo con Anci proprio per allargare questa sospensione a tutto il territorio, ma una cosa che ad aprile sembrava superfluo ribadire, è stata poi totalmente disattesa» sottolinea Giorgio Beltrami, presidente Fipe Ascom.

Sotto accusa non è soltanto l’apertura dei classici locali temporanei che animano l’estate bergamasca, ma anche la mancanza degli stessi rigorosi controlli a cui sono tenuti bar e ristoranti. «Tutti i ristoranti stanno evitando assembramenti massicci, ma sembra che l’attenzione non si pretenda da tutti» continua Fusini, ed è d’accordo con il direttore anche Petronilla Frosio, presidente del Gruppo ristoratori di Ascom, che afferma: «Sapere che gli estivi sarebbero stati aperti comunque mi ha sorpreso particolarmente, soprattutto perché ci dicono che l’emergenza sanitaria non è ancora finita». Frosio, inoltre, ribadisce: «Molti colleghi della città, giustamente, si stanno lamentando. Lì la crisi della ristorazione potrebbe essere anche peggiore a causa del crollo del turismo».

Per Ascom una soluzione possibile sarebbe passata per la sinergia fra festa e ristorazione locale, come spiega Oscar Fusini: «Penso alla fiera dei lamponi ad Almenno San Bartolomeo dello scorso 21 giugno. In quel caso la sagra non ha erogato cibo e bevande e i ristoranti si sono riempiti con menu dedicati a prezzi scontanti. Molti Comuni in provincia hanno saputo interpretare le nostre preoccupazioni, ma non la città di Bergamo».

La replica del Comune

Palafrizzoni, interpellato, ribadisce: «La proposta dell’estate 2020 poco ha a che vedere con la tradizionale idea degli “estivi”, come già spiegato a più riprese, visto che tante sono le differenze rispetto alla consueta offerta: è obbligatorio, innanzitutto, il posto a sedere, non sono possibili il servizio al banco e il consumo di bevande su suolo pubblico ed è necessario seguire le regole di distanziamento fisico. Per aiutare i ristoratori e i baristi della città, l’amministrazione ha individuato oltre 25 luoghi nei quali è possibile realizzare dehors e installare tavolini e sedie, dal centro ai quartieri e il pagamento della tariffa di occupazione di suolo pubblico è stato sospeso, sia per dehors esistenti sia per nuovi spazi, ed è stato impedito il consumo di cibo e alcolici nei luoghi pubblici dopo le 18».

«Tutto questo piano, compresa la redazione del bando - fa sapere ancora Palazzo Frizzoni - è stato condiviso in accordo e sentendo preventivamente le associazioni di categoria, Ascom compresa. Per quanto riguarda i controlli, abbiamo chiesto alla Polizia locale di intervenire con scrupolosità e attenzione, anche - laddove possibile - in borghese, in modo da garantire l’osservanza delle disposizioni vigenti in materia di contenimento del Covid 19».

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