Autolinee, la mensa intitolata a don Fausto Resmini

La Giunta di Palazzo Frizzoni ha deciso di dedicarla al sacerdote vittima del Covid. Messina: «Atto simbolico ricco di significato». Don Acquaroli: «Ci ricorderà le sfide con cui dovremo confrontarci». Don Trussardi: «Giusta riconoscenza».

È il simbolo dell’impegno di don Fausto Resmini per i poveri e presto prenderà il suo nome, com’è già successo il 19 aprile per il carcere di Bergamo, l’altra «casa degli ultimi» che come cappellano don Fausto ha frequentato per anni, fino a poche settimane prima di morire, il 23 marzo 2020, a causa delle complicanze legate al Covid. Passando dalla stazione delle autolinee, il pensiero non può che andare a lui e al «punto caldo», la mensa che don Fausto ha fortemente voluto e che ha visto nascere il 5 gennaio 2015, dopo 25 anni di attività del Servizio Esodo, spesso – e a ragione – identificato con il camper che ancora oggi tra piazzale Marconi e via Bartolomeo Bono, rappresenta un punto d’appoggio per i senzatetto della città. Presto nei locali della mensa troverà spazio la targa dell’intitolazione che la giunta di Bergamo ha ufficializzato nei giorni scorsi all’unanimità, su proposta di don Dario Acquaroli, che l’anno scorso ha raccolto l’eredità di don Fausto come direttore della Comunità don Milani di Sorisole. «Questo spazio – ha detto – rappresenta un punto d’appoggio dove s’incontrano le persone che vivono per la strada e dove gli operatori del Servizio Esodo le accolgono, le ascoltano ed offrono loro, la sera, un pasto caldo».

Il Servizio Esodo è senz’altro una delle iniziative che don Fausto ha voluto di più, nella sua missione di ascolto degli ultimi, ed è anche quella che più di altre lo ha fatto conoscere alla città. «Intitolare a lui questo posto – ha aggiunto don Dario Acquaroli – ci ricorderà le sfide con le quali dovremo continuare a confrontarci giorno dopo giorno, quando scendiamo con il camper a incontrare queste persone. L’intitolazione vuole essere anche un segno forte dello stile d’incontro che don Fausto ci ha insegnato, dove il dare da mangiare, oppure donare una coperta o dei vestiti, rappresentano solo un mezzo, poiché lo scopo principale della nostra missione è d’incontrare la persona in quanto tale, senza mai considerarla come un “problema”. Ho inoltrato la proposta poche settimane fa, attraverso l’assessore alle Politiche sociali Marcella Messina, all’Amministrazione comunale, che l’ha subito accolta».

La cerimonia ufficiale e la posa della targa avverranno probabilmente alla fine dell’estate. Oggi i locali sono condivisi con il servizio Drop in, uno spazio rivolto all’accoglienza di persone in difficoltà che, in molti casi, vivono in strada in condizioni di grave marginalità, gestito dalla Cooperativa di Bessimo. Presto questo servizio dovrebbe trovare posto nei locali adiacenti, dove al momento si trova il quartier generale dei City Angels, che cambieranno sede. Quando il Servizio Esodo tornerà in possesso dei locali, sono previsti alcuni lavori (in primis di tinteggiatura), dopodiché sarà davvero tutto pronto per l’intitolazione degli spazi a don Fausto.

«Si tratta di un atto simbolico ricco di significato, oltre che di un messaggio di accoglienza – ha detto l’assessore Marcella Messina –. Stiamo parlando di un luogo di condivisione; intitolarlo a don Fausto è stato un onore. Ci sarà una targa che tutti, ogni giorno, potranno guardare, ricordando chi ha voluto questo luogo per loro». Soddisfazione per la decisione del Comune, che in poche settimane ha dato il via libera all’intitolazione della struttura a don Fausto, è stata espressa anche dal direttore della Caritas Diocesana, don Roberto Trussardi. «La Chiesa è contenta di questa iniziativa – ha detto –. È bello che anche il Comune riconosca a don Fausto tutto quello che ha fatto per gli ultimi della nostra città, soprattutto in quel luogo simbolo che è la stazione, dove purtroppo circolano ancora tanti poveri e dove lui c’è sempre stato, proprio per essere accanto a loro e per sostenerli. Lo ha fatto con la mensa, certo, ma non solo. Penso sia una giusta riconoscenza per lui e per questo luogo di attenzione ai più bisognosi, e credo che sia anche l’occasione per portare avanti tutto quello che don Fausto Resmini ha fatto e renderlo, se possibile, migliore e più accessibile per i nostri poveri».

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