Covid, rimbalzo nella Bergamasca
In una settimana il 19% di casi in più

Nell’ultima settimana 862 positivi contro i 724 della precedente. Buzzetti: «È un andamento da monitorare. Preoccupante se proseguisse».

Il rimbalzo arriva allo spalancarsi dei giorni decisivi. La ritirata della seconda ondata, nei suoi numeri ora contenuti, consegna però una «spia» che s’accende. E cioè che un accenno di ripresa dei contagi già si vede: in Lombardia e ancor di più a Bergamo, pur su valori che restano all’apparenza nella categoria del gestibile. Tra il 13 e il 19 dicembre, infatti, le positività al Covid registrate in Bergamasca sono state 862, il 19,06% in più di quelle contate nella settimana precedente (6-12 dicembre), appunto 724. Il calo delle positività cumulate di sette giorni in sette giorni in terra orobica proseguiva dal periodo 22-28 novembre, ma già nel periodo 8-14 novembre – nei giorni più aspri della seconda ondata – si era avuta una prima discesa. Il trend di un ritorno all’insù dei contagi, in questi ultimi giorni, si nota comunque in tutta la regione: complessivamente, sempre tra 13 e 19 dicembre la Lombardia ha registrato 16.096 contagi, +10,01% rispetto ai 14.631 del periodo 6-12 dicembre. Se solo Como segna un aumento percentuale maggiore di quello di Bergamo (+21,7%, da 1.138 a 1.385 positivi in sette giorni), una risalita significativa si osserva anche a Monza (+16,04%, da 1.141 a 1.324) e Milano (+14,2%, da 4.381 a 5.003), mentre flettono Cremona (-8,22%, da 353 a 324), Lodi (-4,98%, da 422 a 401) e Sondrio (-3%, da 433 a 420).

Una possibile spiegazione potrà trovare concretezza soprattutto nei prossimi giorni. Sul tavolo, per il momento, ci sono delle ipotesi che guidano nella ricerca delle motivazioni: «Potrebbero essere anche fluttuazioni legate anche all’andamento dei tamponi – premette Roberto Buzzetti, già direttore dell’Ufficio epidemiologico dell’allora Asl di Bergamo ed esperto di statistica medica -. Non credo si sia abbassata l’attenzione, soprattutto a Bergamo dove si è sempre stati molto attenti al rispetto delle regole. Conseguenze degli assembramenti per lo shopping? No, non sembra legato a quel che è avvenuto nella domenica della riapertura, per via dei tempi del virus: i contagi evidenziati da questi dati sono avvenuti 10-15 giorni fa. È un andamento da monitorare, che diventerebbe preoccupante qualora proseguisse».

Effettuati più tamponi

A proposito di tamponi, questa resta una delle chiavi di lettura decisive. Nelle due settimane messe a confronto, il numero di test molecolari eseguiti in Lombardia è infatti aumentato, passando da 159.486 a 194.598 per ciascun intervallo analizzato: vuol dire un +22,02%, e di conseguenza il tasso di positività – cioè il rapporto tra casi positivi emersi e tamponi effettuati – è rimasto quasi immobile, anzi è arretrato dal 9,17% all’8,27% (-0,9%). E se in Lombardia la replica autunnale del virus ha toccato pesantemente i territori meno colpiti dalla prima, cosa potrebbe succedere nella terza ondata? Si avrà un effetto di «protezione» simile a quel che ha mantenuto Bergamo più ermetica negli ultimi mesi? «L’aumento dei contagi potrebbe essere uniforme, questa volta – riflette Buzzetti -. Non ci sarà una nuova Val Seriana o una nuova Codogno. Qualcosa si vede può intuire già ora dall’andamento di Veneto, Emilia e Toscana».

I dati di ieri

Il bilancio quotidiano dei contagi diffuso ieri dalla Regione porta però una discesa in Bergamasca, con 80 nuovi casi segnalati. In totale, in tutta la Lombardia i positivi sono stati 1.795 su 22.421 tamponi, con un tasso di positività dell’8,01%. 49 i decessi in regione, di cui uno in Bergamasca. Prosegue la diminuzione della pressione ospedaliera: si sono liberati 9 letti di terapia intensiva e 154 nei reparti ordinari della Lombardia; succede anche in Bergamasca, dove il totale dei pazienti Covid cala a 353 (-9), di cui 45 in terapia intensiva (-2). Sono 74 in totale i ricoverati al «Papa Giovanni» (+1): 40 in degenza nei reparti ordinari Covid, 34 in terapia intensiva (di cui 19 alla fiera). Stabile la situazione anche nelle strutture dell’Asst Bergamo Est, con un totale di 66 pazienti Covid (-1): 21 a Seriate (di cui 3 in terapia intensiva), 9 ad Alzano, 10 a Piario, 8 a Lovere, 18 a Gazzaniga. Nessun aggiornamento dall’Asst Bergamo Ovest, che venerdì aveva 87 ricoverati. Scendono a 24 (-3) le persone in cura all’Humanitas Gavazzeni: 17 in degenza, 3 nel reparto «grigio», 4 in terapia intensiva. Al Policlinico San Pietro degli Istituti ospedalieri bergamaschi del Gruppo San Donato, i pazienti sono 72 (-6): 68 in degenza, 4 in terapia intensiva. Nessuna variazione all’Istituto Palazzolo, che conta 27 ricoverati, e alla Casa di Cura SwWan Francesco, dove i pazienti Covid sono 3.

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