Covid, senza contagi il 67% dei Comuni Ats: «Siamo vicini all'immunità di gregge»

Covid, senza contagi il 67% dei Comuni
Ats: «Siamo vicini all'immunità di gregge»

Nella Bergamasca valori così bassi solo un anno fa. Zucchi (Ats): «Ma oggi la situazione è molto diversa con il 69,7% della popolazione che ha ricevuto almeno la prima dose. La Val Brembana si conferma Covid free.

I nuovi casi di Covid-19 nella Bergamasca raggiungono i minimi termini. Fra città e provincia nell’ultima settimana si sono accertati, complessivamente, soltanto 174 contagi, il 35% in meno dei 269 rilevati nei sette giorni precedenti. Anche l’incidenza settimanale rispecchia il trend più che favorevole: secondo il consueto report diffuso da Ats Bergamo, siamo a quota 16 casi ogni centomila abitanti contro un tasso di 23 e 56 casi ogni centomila registrato, rispettivamente, fra il 2 e l’8 giugno e fra il 26 maggio e il 1 giugno. Ma c’è di più: il 67% dei Comuni orobici, ossia 163 località (erano 152 nei sette giorni precedenti, 96 un mese fa), non ha registrato alcun caso di Covid-19 nell’ultima settimana. Sono dati, tutti, da zona bianchissima. Per ritrovare valori così bassi bisogna riportare indietro il calendario di almeno un anno: era giugno 2020, la prima violenta ondata iniziava ad alleggerire la morsa, l’illusione che la pandemia fosse alle spalle alimentava le prime (false) speranze. Nonostante le similitudini sui dati, oggi la situazione è però ben diversa. «Eccome se lo è – si sbilancia Alberto Zucchi, alla guida del Servizio epidemiologico di Ats Bergamo -. È vero che siamo tornati ai valori dello scorso giugno in termini di contagi, ma le prospettive sono ben diverse. Siamo infatti vicinissimi all’immunità di gregge nella nostra provincia: possiamo confermare il raggiungimento del 69,7% del target teorico (70%) della popolazione vaccinata con la prima dose, e seppur la protezione completa si ottiene solo a ciclo vaccinale completo, di immunità di comunità possiamo già parlare, a buon diritto, dopo la prima somministrazione, come peraltro confermano molti studi inglesi. I dati sui contagi “nostrani” non fanno che confermare questi rilievi».

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