Delitto Ziliani, le confidenze di Mirto in cella: «Stordita con un muffin alle benzodiazepine»

L’omicidio dell’ex vigilessa Il racconto al compagno di cella del bergamasco Mirto Milani, a processo a Brescia con le figlie della vittima, le sorelle Paola e Silvia Zani, con l’accusa di omicidio volontario.

Delitto Ziliani, le confidenze di Mirto in cella: «Stordita con un muffin alle benzodiazepine»
La vittima Laura Ziliani

Un muffin riempito di benzodiazepine, offerto a Laura Ziliani che, però, non crolla. E allora un’aggressione alle spalle, un sacchetto di plastica sulla testa e il sospetto che l’ex vigilessa bresciana di Temù sia stata forse seppellita viva. Sono gli agghiaccianti dettagli che Mirto Milani – a processo a Brescia con le figlie della Ziliani, le sorelle Paola e Silvia Zani, con l’accusa di omicidio volontario – ha riferito all’allora compagno di cella: un cinquantenne condannato in via definitiva per reati fiscali e che, dal 18 ottobre al 16 gennaio scorso, ha condiviso il carcere con Milani. E che ha collaborato con gli inquirenti, raccogliendo le confidenze di Milani – di casa alla Roncola San Bernardo – e anche, di fatto, quella che è diventata la confessione del delitto, registrata dalle cimici piazzate nella cella del carcere bresciano. Alla chiusura delle indagini, il 24 maggio scorso, Milani ha scoperto nei fascicoli che quelle confidenze erano diventate la principale prova contro di lui. Così ha deciso di confessare: decisione seguita poi anche dalle due sorelle, Paola e Silvia, che prima dell’avvio del processo a loro carico (la prima udienza è stata lo scorso 27 giugno), hanno ammesso le loro responsabilità agli inquirenti.

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