Feste di nozze vietate: fermi in 12.000. «Linee guida ora per riaprire a giugno»
Alessandra e Mario, una delle prime coppie convolate a nozze dopo il primo lockdown: era il 23 maggio di un anno fa, a Leffe

Feste di nozze vietate: fermi in 12.000. «Linee guida ora per riaprire a giugno»

Centinaia di coppie in attesa di poter fare il ricevimento, alcuni, già sposati, rimandano la festa all’anniversario. Il settore in ginocchio. Fusini: «Importante non vincolare la ripresa ai colori delle regioni».

Fermi. In attesa. Ma mettere in pausa il proprio progetto di vita a due non è così semplice e indolore. Eppure in questo anno e oltre di pandemia, sono molte le doppie di promessi sposi che hanno dovuto rivedere i loro piani. Anche ora che il calendario segnerebbe il mese d’eccellenza per i matrimoni, invece stop. Non si può . Le nozze in chiesa o la cerimonia con rito civile ci mancherebbe, quelle non si fermano, ma scordatevi i ricevimenti con parenti e amici: qui ancora vale il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 2 marzo, che recita all’articolo 16 comma 2: «Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose».

E se da una parte ci sono anche nella Bergamasca centinaia di coppie in attesa di una svolta che consenta di poter organizzare il proprio ricevimento senza troppe restrizioni, dall’altra circa 1.200 imprese tra ristoratori, fioristi, fotografi, organizzatori di viaggi e wedding planner – qualcosa come 12 mila persone solo nella nostra provincia – sono ferme. Professionisti che nel 2020 hanno quasi azzerato i loro introiti: le stime parlano di una perdita tra l’85% e il 95%. «Tutto il settore è fermo da ottobre – ricorda Rachele Grimaldi di Almenno San Bartolomeo, professione destination wedding planner ovvero organizzatrice di matrimoni per coppie che dall’estero decidono di sposarsi in Italia –. Il presidente Draghi settimana scorsa ha dichiarato di sapere che ci sono ricevimenti illegali e ha chiesto di pazientare, perché un ricevimento è un assembramento, è fatto di abbracci e di convivialità e non si può pretendere di mettere tutti in linea, distanziati, verrebbe snaturato l’evento in sé. Certo è una situazione difficile, servono delle linee guida per riaprire, speriamo che a giugno si possa fare».

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