Il trauma del tumore al seno spazzato via a colpi di pagaiate con le «lady-dragon»
Myriam Pesenti, a destra, e una volontaria a una festa

Il trauma del tumore al seno spazzato via
a colpi di pagaiate con le «lady-dragon»

Mamma di Casazza ha affrontato il recupero con l’attività sportiva di una speciale canoa.

Capita, nella vita, di sentirsi esposti ai venti come su una barca, in balia delle onde, mentre il timone è fuori controllo. Un tumore può far sentire così - smarriti - e offuscare l’orizzonte. Myriam Pesenti di Casazza, però, ha deciso di remare più forte, controcorrente, e con le sue amiche dell’associazione Cuore di donna ha preso la malattia «a colpi di pagaia».

La sua squadra si chiama Cuore di drago, e la barca sulla quale si allena per il «dragon-boat», una canoa con un equipaggio di venti rematrici più timoniere e tamburino (che dà il tempo), è ormeggiata sul lago di Endine : «Siamo una trentina – racconta – quasi tutte donne che hanno affrontato un tumore al seno. Ci alleniamo insieme per due giorni alla settimana, mercoledì e sabato. Alla fine di ottobre siamo arrivate prime alla Coppa di San Saturnino a Cagliari, è stata una bella soddisfazione per una squadra come la nostra, nata dal basso, per passione, senza mezzi, senza sponsorizzazioni. È uno sport che richiede molta sintonia, bisogna pagaiare in sincrono. Il ritmo cambia nei diversi momenti: più lento in allenamento, più rapido in gara. Al di là della vittoria, i raduni di canottaggio, in cui si ritrovano squadre di tutta Italia, composte quasi interamente da donne “sopravvissute al cancro” come noi, sono occasioni d’incontro e di festa, in cui si possono condividere esperienze e stringere nuove amicizie. Torniamo sempre a casa piene di entusiasmo e con nuovi progetti».

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