La Giustizia alle strette le esigenze da ascoltare

La Giustizia alle strette
le esigenze da ascoltare

Negli uffici giudiziari di Bergamo (vedi L’Eco di ieri) sono in servizio 42 magistrati rispetto ai 53 previsti «in organico». Un carenza del 20%. Tutt’altro che allegra anche la situazione degli uffici amministrativi, nei quali lavorano 99 impiegati sui 140 previsti. Un quadro preoccupante. Ha buona ragione, dunque il presidente del Tribunale a lamentare che – sui circa 400 magistrati che dovranno essere assunti in Italia – soltanto tre, secondo la ripartizione prevista dal ministero della Giustizia, verranno destinati a Bergamo. Come accade spesso le scelte riguardanti l’assetto degli uffici pubblici sembrano lontane da criteri di razionalità. La questione è di antica data: nell’arco della storia unitaria le sedi degli uffici del nord del Paese hanno sempre sofferto di carenze di personale anche a causa della progressiva meridionalizzazione dell’impiego pubblico.

In una situazione già difficile lo Stato di sofferenza di tutta l’amministrazione si è aggravato negli ultimi decenni. Ciò è il frutto amaro di un’idea sbagliata e, di conseguenza, di scelte politiche incongrue. La pesante situazione dei conti pubblici portò, dall’inizio degli anni ’90, a una progressiva restrizione delle risorse per il reclutamento dei dipendenti pubblici.

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