La mamma ha cercato di liberare Karim La tragedia a Boltiere: il paese sotto choc
I bigliettini e i fiori per ricordare Karim

La mamma ha cercato di liberare Karim
La tragedia a Boltiere: il paese sotto choc

Il bambino di 10 anni morto dopo essere rimasto incastrato in un cassonetto per gli abiti usati. Il sindaco: non era lì per necessità di abiti, la famiglia era assistita. I vicini: lui e i fratellini in giro soli.

Quella di questo bambino venuto a morire tra le «fauci» di un cassonetto di abiti usati, qui, in questo parcheggio sterrato dove qualcuno ha portato dei fiori e speso una preghiera, non è neanche un dramma della miseria . È piuttosto una tragedia che pare piombata direttamente dal nostro passato, quando ancora i bambini per giocare non venivano confinati in un parco recintato o in una stanza col computer, ma diventavano padroni delle vie del paese. La strada come luogo dello stare e non dell’andare. E del resto, come avrebbe potuto Karim Bamba comprimere l’energia dei suoi 10 anni in un appartamento di 40 mq, da condividere con 4 fratelli e la madre? Fuori, c’era il mondo ad attendere, lo spiazzo tra il municipio e la biblioteca era il suo cortile, il punto di partenza delle sue avventure.

«Lo vedevamo girare con le infradito numero 40, oppure con un solo roller spinto come se fosse un monopattino o ancora con la biciclettina dei fratelli più piccoli - lo ricorda una donna che abita di fronte al parcheggio e che l’altra sera l’ha visto mentre veniva soccorso -. Era così, non credo avesse bisogno di abiti, a scuola e all’asilo lui e i fratelli erano sempre ordinati».

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